Calabria

Omicidi Tramonte e Cristiano a Lamezia, Curcio: la vera svolta i dati raccolti nell’ultimo anno decisivi per riaprire le indagini

“Ci sono stati degli elementi ulteriori che sono stati acquisiti nel corso di questo ultimo anno, e che hanno consentito la riapertura delle investigazioni attraverso alcuni atti che sono stati trasmessi alla Direzione distrettuale antimafia dalla procura della Repubblica di Lamezia Terme”. Lo ha detto, ieri sera, a Lamezia Terme, il procuratore di Catanzaro Salvatore Curcio, sollecitato dall’Ansa, sulla riapertura dell’inchiesta relativa all’uccisione dei netturbini Tramonte e Cristiano, assassinati dalla mafia il 24 maggio del 1991. A Curcio è stato chiesto se la riapertura dell’indagine riparte dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia che qualche anno dopo il duplice omicidio resero confessioni mai prese in considerazione.

Corruzione alla Regione Calabria

Il procuratore ha confermato che la procura ha chiesto al Gip una proroga delle indagini nell’ambito dell’inchiesta per corruzione che coinvolge il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, l’ex amministratore unico di Ferrovie della Calabria Ernesto Ferraro e Paolo Posteraro, ex manager di Amaco, l’Azienda di trasporti del Comune di Cosenza.

‘Ndrangheta multinazionale del crimine

«Non abbiamo ancora reale contezza del fenomeno ‘ndranghetistico, nè in termini di diffusione nè per l’enormità delle ricchezze accumulate» ha sempre detto Salvatore Curcio, procuratore della Repubblica di Catanzaro, intervenendo a «Trame» – Festival dei libri sulle mafie, in corso a Lamezia Terme.

Rispetto al rapporto con i narcotrafficanti sudamericani, Curcio ha sottolineato la dimensione ormai globale della ‘ndrangheta: «E’ diventata un’industria del crimine, non è più quella degli anni Settanta. Oggi non c’è un’indagine seria di ‘ndrangheta che non imponga cooperazione con i Paesi di tutto il mondo, attraverso joint investigation teams e rapporti con autorità giudiziarie e polizie di tutti i continenti».

Il procuratore di Catanzaro ha poi richiamato la centralità del mercato della cocaina e la necessità di guardare anche alla domanda interna: «Il tema della cocaina non è mai venuto meno: in Italia la domanda resta elevatissima – ha detto – e, crescendo la domanda, cresce anche l’offerta. Per cambiare davvero le cose bisogna lavorare anche su questa prospettiva».


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