Sardegna

Riforma caccia, Cera (FdI): “Difendiamo il mondo venatorio e agricolo da campagne di propaganda”

Cagliari

L’esponente di Fratelli d’Italia lancia l’allarme sui danni all’agricoltura e l’esplosione delle specie selvatiche: “Aggiornare le regole dopo trent’anni è un dovere non più rimandabile”

Duro attacco del consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Emanuele Cera, che contesta quella che ritiene “una strumentalizzazione politica” sulla riforma della normativa venatoria nazionale e accusa la maggioranza in Regione di aver provocato uno “stallo istituzionale” nel settore in Sardegna. Al centro della polemica sollevata dall’esponente di centrodestra, le recenti iniziative promosse al Senato contro il disegno di legge di revisione della storica legge 157 del 1992.

“Ancora una volta assistiamo all’ennesima campagna ideologica contro il mondo venatorio, costruita più sulla propaganda che sui contenuti reali della riforma della legge 157 del 1992”, dichiara l’esponente di FDI, commentando l’iniziativa promossa al Senato contro il disegno di legge di riforma della normativa sulla caccia.

“Si sta cercando di far credere ai cittadini che la riforma spalanchi le porte alla caccia senza regole, alla riduzione delle tutele ambientali e alla distruzione della biodiversità. Nulla di tutto questo corrisponde alla realtà. La riforma non consente la caccia nei centri abitati, non elimina i parchi, non mette a rischio le specie protette e non cancella il ruolo della scienza nella gestione della fauna”.

“Dopo oltre trent’anni”, prosegue Cera, “è doveroso aggiornare una legge ormai superata per affrontare problemi che sono sotto gli occhi di tutti: l’esplosione incontrollata di alcune specie selvatiche, i danni milionari all’agricoltura, i rischi per la sicurezza stradale e le emergenze sanitarie legate alla diffusione di malattie animali. Chi continua a dipingere i cacciatori come nemici dell’ambiente ignora la realtà. Migliaia di uomo e donne operano nel rispetto delle regole, contribuiscono alla gestione faunistica, presidiano il territorio e collaborano con le istituzioni nelle attività di monitoraggio e contenimento delle specie in sovrannumero. Senza il loro contributo molte emergenze sarebbero ancora più difficili da affrontare”.

“In Sardegna”, sostiene ancora Emanuele Cera, “la caccia rappresenta anche una tradizione profondamente radicata, parte integrante della cultura delle comunità rurali e strumento fondamentale di gestione del territorio. Proprio per questo, insieme all’intero Gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, abbiamo depositato da tempo una proposta organica di riforma della legge regionale n. 23 del 1998, finalizzata ad aggiornare e modernizzare la normativa sarda in materia venatoria, recependo le nuove esigenze di tutela ambientale, gestione faunistica e sostegno alle attività agricole. Purtroppo, nonostante l’importanza strategica del provvedimento per migliaia di cacciatori, allevatori e agricoltori sardi, la proposta giace ancora ferma nei cassetti del Consiglio regionale, siamo di fronte all’indifferenza più totale di una maggioranza incapace di affrontare con serietà e concretezza le problematiche del comparto”.

“Mentre a Roma si lavora per adeguare una normativa nazionale ormai datata, in Sardegna si continua a perdere tempo prezioso. È una responsabilità politica grave che penalizza il mondo rurale, le comunità dell’interno e tutti coloro che chiedono regole più moderne, efficaci e aderenti alla realtà del territorio”, conclude Emanuele Cera.

“Per questo respingiamo con forza ogni tentativo di criminalizzare un intero comparto e ribadiamo il nostro pieno sostegno a una riforma che punta a coniugare tutela dell’ambiente, biodiversità, attività agricole e sicurezza pubblica. Basta slogan e paure costruite ad arte. Il confronto è legittimo, ma deve partire dai fatti e non da ricostruzioni fantasiose. Fratelli d’Italia continuerà a stare dalla parte del mondo venatorio, degli agricoltori, degli allevatori e di tutti coloro che vivono e custodiscono quotidianamente i territori rurali della Sardegna e dell’Italia. Allo stesso tempo continueremo a sollecitare la maggioranza regionale affinché smetta di rinviare il confronto sulla nostra proposta di riforma della legge regionale n. 23/1998 e consenta finalmente al Consiglio regionale di discutere e approvare norme attese da anni dal comparto venatorio sardo”.

Venerdì, 19 giugno 2026

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