Modest Mouse – An Eraser And A Maze
I Modest Mouse sono appena tornati con questo loro ottavo LP, “An Eraser And A Maze”, uscito per la Glacial Pace Recordings, la label di proprietà del frontman Isaack Brock.
L’album è stato prodotto dallo stesso Brock con la collaborazione di Jacknife Lee, Suzy Shinn e Justin Raisen.

Brock ha iniziato a lavorare al nuovo disco dopo l’uscita di “The Golden Casket” nel 2021 e aveva pensato di pubblicare i primi brani nell’ambito del suo progetto di breve durata Ugly Casanova, che è tornato in attività all’inizio di quest’anno per tenere il suo primo concerto dopo quasi 25 anni.
La press-release ci fa sapere che una teoria fisica sostiene che passato, presente e futuro coesistano: ed è proprio questa la chiave di lettura ideale per “An Eraser and a Maze” un album che sembra racchiudere tutte le epoche dei Modest Mouse in un unico momento. Guidato dal processo creativo di Isaac Brock, basato principalmente sull’istinto, il disco è allo stesso tempo familiare e alieno, caldo e freddo. Si estende attraverso la storia sonora della band, dai classici trascinanti ai momenti essenziali e grezzi, mentre porta con sé un sottofondo di mortalità e perdita che rifiuta un facile ottimismo.
Arrivato dopo quattro anni dalla morte del batterista Jeremiah Green, l’altro unico membro originale della band rimasto insieme a Isaac, “An Eraser And A Maze” si apre con “Picking Dragon’s Pockets”: dopo bei ricami percussivi, la potenza aumenta violentemente con chitarre rumorose e un drumming decisamente energico, prima che la voce calma del frontman ci porti verso un mondo indie-pop luminoso che va poi a sfociare in un ritornello dalla produzione troppo sfacciatamente e forzatamente catchy. Pur piacevole, non riesce però a convincerci fino in fondo.
Il tono cambia subito dopo con “Remember Yourself”, dove leggeri arpeggi e percussioni altrettanto delicate supportano la voce di Brock, che risulta meditativa pensando alla morte.
Simile in un certo senso e senza dubbio una delle più belle canzoni di questo LP, “Third Side Of The Moon” è un pezzo forte, molto personale, passionale e riflessivo: inizialmente delicato a livello strumentale, il brano si fa poi più intenso, mentre permette a Isaac di parlare di dolore, di ricordi e di un amico che non c’è più, chiedendosi se abbia prestato abbastanza attenzione ai dettagli quando era vivo.
Proprio al centro del disco ecco “Speak ‘N Spell (Or Not)”, un bel indie-rock pieno di chitarre che ci spinge verso memorie ’90s e non puo’ che farci piacere, regalandoci anche melodie davvero piacevoli in mezzo a vocals ancora una volta tranquilli e riflessivi.
Subito dopo “Rotten Fruit” unisce, invece, elementi percussivi, synth rumorosi e qualche schitarrata, ma il risultato non è dei migliori a nostro personale avviso.
Molto più interessante “Song About Nothing” che rende i Modest Mouse decisamente più dancey rispetto al passato, con percussioni saltellanti, elettronica e un tono strumentale divertente e rumoroso che sicuramente farà ballare i loro fan durante i prossimi tour.
Non tutto funziona perfettamente qui, ma in ogni caso “An Eraser And A Maze” è un album variegato e con una notevole solidità e bisogna dire che, dopo oltre trenta anni di carriera, i Modest Mouse sono ancora qui e sanno lasciare sempre il segno.
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