Lazio

Dal “Central Park di Roma est” al playground “più grande d’Europa”?

Dopo le mirabilie propalate sulla stampa cittadina e nei comunicati superbamente autocelebrativi del Sindaco, dell’assessora comunale all’Ambiente Alfonsi e municipale Annucci sul parco di Centocelle questa mattina, in solitaria, mi sono recato in loco e, come sono solito fare, ho pubblicato sul mio profilo Facebook le numerose foto che ho scattato passo passo nel mio sopralluogo.

Mi corre l’obbligo di rimarcare un ridimensionamento nella retorica gualteriana: siamo passati dal “Central Park di Roma est” al playground “più grande d’Europa”; quanto alla visione della Cupola di Don Bosco, informiamo il sindaco che era visibile anche prima del suo avvento;

Abbiamo fotografato i progressi nella “nuova piazza alberata del parco, con al centro una fontana” (e ci auguriamo che non faccia la fine delle fontane rutelliane).

Abbiamo visto che i lavori del playground continuano ad essere in corso e sarebbe auspicabile inaugurarli una volta terminato per intero i lavori e non un pezzo alla volta come “minacciato” dall’assessora Alfonsi; ho fotografato, anche se non li ho contati (mi fiderei) gli “oltre 600 alberi e centinaia di arbusti” messi a dimora ed ho constatato che gli stessi in gran numero hanno attecchito.

Entro l’estate, inoltre, sarà completata e fruibile – si afferma – la nuova Casa del parco (i lavori sembrano abbastanza a buon punto), realizzata nell’ex distributore di benzina. All’interno ci saranno “una sala multimediale immersiva, punti ristoro, un’aula studio e spazi per il coworking. Per la sua gestione è stato siglato un patto di collaborazione con otto associazioni del territorio: Comitato Pac Libero, Cinecittà Bene Comune, Civico 7 APS, Comitato Pratone di Torrespaccata, APS Ecomuseo Casilino Ad Duas Lauros, Comunità per il Parco Pubblico di Centocelle ODV, Associazione di Volontariato Azzurra Parco Archeologico di Centocelle ODV, CentRocelle APS. Sono inoltre in corso i lavori anche per aprire i nuovi sette accessi al parco. L’avvio degli interventi per i nuovi ingressi del parco su via Papiria è previsto entro l’inizio dell’estate”.

Ho fotografato anche un cartellone in cui si descrive sommariamente le opere importanti che avrebbero dovuto essere realizzate secondo il progetto del concorso internazionale del defunto Parco Archeologico di Centocelle… ma, con ogni evidenza, in periferia non si è degni di avere un Parco Archeologico ma solo un playground seppure “il più grande d’Europa” (mi piacerebbe conoscere la classifica europea).

Mi domando perché sulla pista di atterraggio di un ex aeroporto non si è pensato a un qualche aeroplay? Magari in collaborazione con l’Aeronautica militare che ha festeggiato il suo centenario ignorando lo storico aeroporto di Centocelle su cui aveva avuto i primi episodi di avvio.

A proposito di militari, mi colpisce l’ingombranza della muraglia degli edifici dell’Interforze. E pensare che il Comune di Roma cui era stato devoluto dal Demanio il Forte Casilina, l’ha restituito allo stesso… ed ora come casa del Parco dobbiamo accontentarci di un ex distributore di benzina riadattato allo scopo).

Mi sono chiesto perché non si sia pensato a realizzare alcuni punti di osservazione con relative indicazioni (con non costosi cannocchiali) sui Monti e colli che circondano il parco, dai monti Lucretili, ai Tiburtini, ai Prenestini, ai Castelli Romani e Monte Cavo questi ultimi ancora ben in vista, e ancora sgombri da cementificazioni incombenti nel Pratone di Torre Spaccata).

Che ne è delle ville romane?

Riportiamo da Roma Today del 30 marzo 2026 quanto segue.

“Al momento le ville esistono, sono state documentate, ma poi sotterrate di nuovo – spiega Paolo Pineschi, direttore dei lavori di Aka architetti – il masterplan prevede che queste zone diventino degli scavi all’aperto, delle zone di ricerca, dove è possibile affacciarsi e vedere proseguire degli studi. È chiaro che è un obiettivo più a lungo termine ma è una delle priorità del progetto”.

Secondo gli attivisti e membri del comitato in difesa del parco, il progetto sarebbe però fermo. Hanno spiegato ai microfoni di RomaToday di aver interrogato la sovrintendenza senza però ricevere alcuna risposta: “Abbiamo chiesto se sono stati stanziati nuovi fondi, ma non ci ha risposto nessuno”, afferma Scarnati. Nel 2024 – a seguito di un’ordinanza del commissario straordinario del Giubileo – il progetto ha cambiato soggetto attuatore, passando dalla sovrintendenza capitolina al dipartimento ambiente di Roma Capitale.

Dietro i cartelli, senza indicazioni, della villa Romana nel Parco Centocelle

In un rimpallo reciproco di responsabilità, resta l’importanza della valorizzazione museale delle ville: “Questo luogo se tutelato e valorizzato potrebbe diventare il secondo polo archeologico di Roma. Aprire un museo con tre ville romane, rappresenterebbe un volano per l’economia della zona e la presenza di turisti salvaguarderebbe il parco dal degrado”.

Si aspettano risposte.

In un prossimo sopralluogo mi dedicherò alla parte di Parco Centocelle tra viale Togliatti e via Papiria.

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