Piazza Arringo, durante gli scavi riemergono i reperti longobardi. Sono visibili oggi in occasione della Giornata europea dell’archeologia
ASCOLI Durante il rifacimento di alcuni sottoservizi per conto della Ciip, nell’ambito dei lavori di ripavimentazione di piazza Arringo, è venuto alla luce un contesto archeologico di eccezionale interesse per quelle che furono le dinamiche di trasformazione della città di Ascoli tra la fine dell’età antica e il primo Medioevo.
Si tratta, in particolare, di un tratto di strada basolata romana (il decumano), su cui si affaccia un edificio che presenta delle caratteristiche pertinenti a spazi termali. Proprio nell’ambito delle Giornate europee dell’archeologia 2026 le strutture sono visibili anche nella giornata di oggi e delineano un contesto di eccezionale interesse per quelle che furono le dinamiche di trasformazione della città.
Successivamente sulla carreggiata stradale si imposta una struttura verosimilmente a carattere abitativo riferibile a età alto-medievale e, contemporaneamente, gli ambienti termali vengono sfruttati per mettere in opera un edificio absidato di notevoli dimensioni all’interno del quale è stato possibile riconoscere la presenza di due pavimentazioni, una in cocciopesto ( materiale da costruzione ecologico e traspirante, utilizzato fin dai tempi degli antichi Romani, ndr) e una, sopraelevata e posta al centro dell’aula e a ridosso dell’abside, in lastre lapidee di reimpiego.
I longobardi
Ricavate all’interno della pavimentazione in cocciopesto, e addossate alle strutture murarie, alcune sepolture che testimoniano per la prima volta la presenza longobarda in città. Sempre durante gli scavi, sono stati rinvenuti anche alcuni e ulteriori reperti trasferiti poi nel vicino museo archeologico. Si tratta di pezzi unici quali un spillone in bronzo, fibula bronzea ad omega con volutine e ago in ferro, orecchini in oro con placchetta rettangolare e una fibula bronzea ad omega con protomi animali e ago in ferro.
Gli studi
Come spiega Francesco Pizzimenti della Soprintendenza Marche Sud «sono evidenze archeologiche che hanno necessitato di studi abbinate a tutele archeologiche che svolgiamo nel territorio di nostra competenza. Eravamo a conoscenza della presenza longobarda ma ad Ascoli non era stata mai attestata. Sono stati restituiti dei corredi che abbiamo posizionato nel museo- spiega – Sono venuti fuori dei pilastri in laterizio che facevano parte di quello che probabilmente era un ambiente termale. In questo periodo di transizione tra la tarda antichità e l’alto Medioevo, assistiamo a un significativo spostamento del centro del potere.
Nell’età romana, il centro del potere che governava la città era un centro civico, solitamente situato nel foro della città romana. Questo foro non si trovava in Piazza Arringo, ma probabilmente in una posizione più centrale, all’incrocio tra Corso Mazzini e via del Trivio. In questo momento di transizione il centro di potere diventa ecclesiastico: non a caso siamo vicini alla Cattedrale» « E’ un momento importante per Ascoli, una città ricca di storia millenaria. Questo è il primo ritrovamento longobardo ad Ascoli. Abbiamo voluto far osservare alla cittadinanza questi eccezionali ritrovamenti» sottolinea il sindaco Marco Fioravanti.




