Mondiali, dalla Spagna alla Germania: la vecchia Europa alla conquista del nuovo mondo
Alla conquista del nuovo mondo. Potrebbe riassumersi così la “missione” che vede impegnate Spagna, Francia, Inghilterra e Germania nelle Coppa del Mondo 2026 in Usa, Messico e Canada. Le “vecchie europee” sono, infatti, le favorite nel mondiale americano, insidiate soltanto dall’Argentina e, in seconda battuta, dal Brasile di Carlo Ancelotti. Mai prima d’ora una nazionale La Spagna è la “accreditata” numero uno del torneo, grazie al gioco e alle sue stelle come Lamine Yamal, Nico Williams e Oyarzabal. Dopo uno stentato pareggio per 1-1 con l’Iraq lo scorso 4 giugno in amichevole, le furie rosse hanno poi battuto 3-1 il Perù ma sempre in Europa. La nazionale di De La Fuente è stata poi accolta con rispetto all’arrivo nel nuovo continente ma, in Messico, non sono mancati cori ironici per l’attuale rivalità politico-sportiva e per il passato coloniale. E’ andata decisamente meglio all’Inghilterra.
I Leoni sembrano giocare in casa. A New York e Boston – li dovè cominciò tutto, con la rivolta del the – i calciatori inglesi sono stati applauditi come una squadra locale. I giocatori sono già famosi in quanto la Premier League ha già un suo seguito anche in Nord America. Il più amato è Harry Kane. La squadra arriva da due successi in gare di preparazione: 1-0 alla Nuova Zelanda lo scorso 6 giugno e 3-0 alla Costa Rica il 10 giugno in terra americana. La Francia, considerata la seconda favorita dei Mondiali, appare una corazzata. In attacco può contare su Mbappé, Dembélé, Olise, Cherki e Doué.
A Los Angeles e Atlanta la squadra è stata accolta da un bagno di folla. Al primo allenamento erano presenti circa 10.000 persone. Nelle gare di avvicinamento, dopo una sorprendente sconfitta per 2-1 con la Costa d’Avorio il 4 giugno, i blues si sono rifatti con il 3-1 all’Irlanda del Nordo l’8 giugno. Entrambe le partite però si sono svolte in Europa. La quarta europea in lizza per il titolo è la Germania, considerata insieme al Portogallo una possibile outsider. I tedeschi sono molto popolari in Canada per la vastissima comunità di origini teutoniche. A Vancouver ha addirittura avuto più tifosi della stessa nazionale canadese.
In campo i tedeschi sono reduci dal 4-0 inflitto alla Finlandia il 31 maggio e soprattutto dal 2-1, a Houston, con i padroni di casa degli Usa lo scorso 7 giugno. Per gli europei il «nuovo mondo» rappresenta una sfida soprattutto in termini di lunghi trasferimenti, fusi orari differenti ed un clima che può variare dal freddo secco al caldo ed afoso a seconda della località dove si gioca. Tutti aspetti ai quali i «locali» sono abituati ma che per i calciatori del vecchio continente rappresentano una novità. Basti pensare alle polemiche per il Mondiale per club dello scorso anno, svoltosi tra l’altro unicamente negli Stati Uniti, o quelle legata alle tournée estive dei club di Premier o Serie A. All’Italia, esclusa dalle quattro grandi europee perché non qualificata, viene in mente il clima afoso dello stadio di Pasadena dei Mondiali del 1994, ed è altro motivo di malinconia. Gli europei si stanno adattando anche al diverso modo di tifare del pubblico locale.
I giocatori sono più famosi delle squadre di appartenenza e le loro maglie vanno a ruba. Non è difficile incontrare, ad esempio, giovani supporter Usa con la maglia di Lamine Yamal.
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