Electrolux: Consiglio regionale “stop piano licenziamenti”
TRIESTE – Via libera all’unanimità del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia alla mozione sottoscritta da tutti i gruppi politici dell’Assemblea legislativa per sostenere l’occupazione nello stabilimento Electrolux di Porcia. Il documento impegna la Giunta regionale a proseguire il confronto con Governo, altre Regioni, enti locali e parti sociali per ottenere il ritiro del piano presentato dall’azienda e la definizione di un vero progetto industriale.
Ad illustrare la mozione è stata Lucia Buna (Lega), che ha legato la vertenza alla storia industriale e sociale del territorio. “Sono una delle figlie di questa storia” ha affermato, ricordando il ruolo svolto dalla Zanussi nella trasformazione del Pordenonese da area agricola a uno dei principali poli manifatturieri europei. Per la consigliera “non si tratta di una semplice riorganizzazione aziendale, parliamo di oltre 1.713 esuberi annunciati a livello nazionale e di un pesante ridimensionamento dello stabilimento di Porcia. Una situazione che coinvolge non solo i lavoratori diretti ma anche l’intero indotto e che rappresenta una questione che riguarda anche la difesa del Made in Italy. Quando è in gioco un patrimonio industriale – ha sottolineato Buna – le istituzioni non possono voltarsi dall’altra parte”.
Questi concetti, esperienze e ricordi personali sono stati ribaditi anche negli interventi degli altri consiglieri, facendo emergere una sostanziale convergenza tra Maggioranza e Opposizioni sulla necessità di tutelare occupazione, produzione e ricerca.
Per Orsola Costanza (FdI), “il primo dovere di quest’Aula di fronte a una crisi di questa portata sia evitare propaganda e agitare bandiere ideologiche di parte”. La consigliera ha inoltre richiamato la necessità di intervenire sulle cause strutturali della crisi industriale europea, affinché “chi produce in Italia rispettando le regole non sia svantaggiato nel confronto con produzioni in altri Paesi senza le stesse regole”.
Il tema dei costi è stato affrontato da Alberto Budai (Lega) ponendo l’attenzione sulla concorrenza internazionale e sulle differenze nei costi produttivi facendo l’esempio della Turchia che ha dei costi, calcolando manodopera e energia, inferiori del 40-45%. Il leghista ha anche avvertito: “situazioni come questa da qui a cinque o sei anni rischiano di diventare la normalità se l’Europa non saprà difendere il proprio sistema industriale”.
Maddalena Spagnolo (FnV) ha sottolineato che “La regione ha il dovere di difendere in primis i lavoratori, però non può restare da sola. L’Europa deve assumersi le sue responsabilità difendendo questo che resta un settore irrinunciabile”.
Il valore sociale del lavoro è stato al centro dell’intervento di Simone Polesello (Fp) che ha sottolineato come “il lavoro non è soltanto una fonte di reddito: è dignità, autonomia, possibilità di progettare il proprio futuro”.
Per Andrea Cabibbo (FI) la mozione rappresenta “una bella pagina di questo Consiglio regionale, capace di unire sensibilità politiche diverse attorno all’obiettivo comune del ritiro di un piano che è più simile a un piano di dismissione”.
Sempre sul fronte della Maggioranza, infine, secondo Markus Maurmair (FdI) “le politiche industriali devono essere affrontate sempre più a livello europeo”. Dai banchi di opposizione, Massimo Pozzo (Pd) ha richiamato il clima di unità registrato durante le manifestazioni a sostegno dei lavoratori: “Ho visto un’unità importante di tutto il territorio, una condizione fondamentale per difendersi e per ripartire”.




