Export, Fvg affonda (-35%) ma è l’effetto delle navi
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Nel primo trimestre del 2026 il valore delle vendite estere delle imprese del Friuli Venezia Giulia si è attestato a circa 4 miliardi di euro, contro i 6,2 registrati nello stesso periodo dello scorso anno.
Il notevole calo osservato, pari a -2,2 miliardi e -35,4% in termini relativi, è stato quello di maggiore entità tra tutte le regioni italiane ed è determinato dai calcoli relativi al settore regionale della cantieristica. Al netto di questo comparto l’andamento dell’export regionale sarebbe stato in realtà positivo (+1,2%), con una variazione in linea con la dinamica nazionale.
A livello nazionale la variazione, nel complesso, è stata pari a +1,3%; nel Nordest si è registrata una diminuzione del -2,4% come risultato di dinamiche contrapposte (oltre a quella della nostra regione): Trentino-Alto Adige -1,6%, Emilia-Romagna +0,2%, Veneto +5,1% (unico territorio con un saldo decisamente positivo grazie al contributo della cantieristica navale della provincia di Venezia).
Lo rende noto il ricercatore dell’Ires Fvg Alessandro Russo che ha rielaborato dati Istat.
Sempre nel primo trimestre 2026 si riscontra una sensibile flessione del valore delle importazioni della nostra regione (-9,6%); l’avanzo commerciale è decisamente diminuito (da 3,6 miliardi di euro nei primi tre mesi del 2025 a 1,7 miliardi quest’anno).
Il risultato negativo è stato determinato dall’andamento della cantieristica navale, caratterizzata, come è noto, da una elevata variabilità dell’export nel tempo (quindi non è dovuto a una difficoltà del settore). Nel primo trimestre dello scorso anno le vendite di navi e imbarcazioni avevano superato i 2,2 miliardi di euro, mentre nella prima parte del 2026 si sono quasi azzerate (6,6 milioni di euro).
I settori di specializzazione dell’economia del Friuli Venezia Giulia che hanno mostrato i risultati maggiormente positivi in termine di vendite estere sono stati la siderurgia (metalli di base e prodotti in metallo, +5,5%), i prodotti alimentari e le bevande (+3,8%), computer, apparecchi elettronici e ottici (+16%). Al contrario registrano delle flessioni la meccanica strumentale (-2,9%), i mobili (-6,4%), gli apparecchi elettrici (-13,6%).
A livello territoriale il calo registrato nella cantieristica è attribuito interamente alla provincia di Trieste che pertanto presenta il passivo di maggiore entità (-72,1%). La provincia di Udine registra una diminuzione del -7,8%, quella di Pordenone una flessione più moderata (-1,8%). Solo la provincia di Gorizia evidenzia un incremento (+7,6%), grazie alle vendite di macchinari, apparecchiature elettriche, componenti elettronici e mobili (categoria che comprende anche le sedie).
L’andamento altalenante della cantieristica navale si riflette nelle rilevanti diminuzioni registrate dalle esportazioni in Germania (-65,7%, dipende dalla nazionalità dell’armatore) e negli Stati Uniti (-82,7%). Anche l’export verso la Francia presenta un saldo negativo rispetto al primo trimestre 2025 (-6,8%). Austria (+8,7%), Slovenia (+17,9%), Regno Unito (+7,8%) e Ungheria (+38,7%) fanno segnare al contrario dei risultati positivi.
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