Sicurezza urbana a Campobasso, Azione Civile invia una lettera aperta alla sindaca Forte | isNews
Il referente regionale Nicola Lanza chiede interventi concreti contro spaccio e baby gang, sollecitando presidi fissi in centro e maggiori investimenti nelle politiche di inclusione sociale
CAMPOBASSO. Il tema della sicurezza e del decoro urbano nel capoluogo regionale torna al centro del dibattito politico locale attraverso l’intervento del referente regionale di Azione Civile, Nicola Lanza, il quale ha indirizzato una lettera aperta alla sindaca della città di Campobasso Maria Luisa Forte.
Lanza evidenzia la necessità di attuare una strategia che sappia coniugare il controllo del territorio a interventi di natura sociale. “Il ruolo dell’Amministrazione comunale è centrale nel contrasto ai fenomeni dello spaccio di sostanze stupefacenti, della criminalità giovanile, delle baby gang e delle criticità connesse all’immigrazione irregolare. Per questo motivo, oggi con ancora maggiore determinazione, come già facemmo nel 2024 rivolgendoci all’Amministrazione comunale di Campobasso e alla Prefettura, torniamo a chiedere interventi concreti, tempestivi ed efficaci” rimarca Nicola Lanza.
Il referente di Azione Civile delinea le priorità sul piano operativo per arginare le situazioni di criticità riscontrate nel centro cittadino e nei quartieri periferici: “È necessario rafforzare le azioni di prevenzione e contrasto ai fenomeni delle baby gang, del bullismo e della violenza giovanile attraverso una strategia articolata e coordinata, che preveda l’intensificazione dei servizi delle Forze dell’Ordine in collaborazione con la Polizia Locale, soprattutto nelle aree urbane maggiormente interessate dalla movida e dai fenomeni di aggregazione a rischio. Riteniamo prioritario il ripristino immediato di presidi fissi a Villa Flora e di postazioni di controllo nell’area compresa tra Via Cannavina, Via Ferrari e Piazza Pepe. Allo stesso modo, riteniamo indispensabile l’impiego di pattuglie appiedate dedicate al controllo delle altre strade e aree sensibili del centro cittadino, a partire da Corso Bucci, Via Veneto e dall’area dell’ex Stadio Romagnoli”.
La proposta prevede inoltre l’adozione di misure specifiche di vigilanza e l’individuazione di aree urbane da sottoporre a un monitoraggio più stringente. “Chiediamo un controllo del territorio costante, visibile e capillare, finalizzato alla tutela della sicurezza dei cittadini e alla prevenzione dei fenomeni criminali nei quartieri più problematici. È altresì necessario rafforzare i sistemi di sicurezza passiva, attraverso il potenziamento della videosorveglianza e degli strumenti di monitoraggio, accompagnando tali misure a interventi mirati di repressione delle attività illecite. Riteniamo necessario il ripristino del presidio della Polizia Locale in Piazza Venezia, l’effettiva apertura della postazione di Via Orefici con presenza stabile degli Polizia municipale e l’individuazione di aree a particolare attenzione, o “zone rosse”, nelle quali concentrare maggiori attività di controllo. Tra queste segnaliamo Via Giovanni Quircio, Via Gramsci, l’area dell’ex Stadio Romagnoli e il quartiere San Giovanni, Corso Bucci “la città nella città”, spesso teatro di episodi di illegalità e degrado che richiedono una presenza istituzionale più forte e visibile” spiega Lanza nella nota stampa.
Accanto alle richieste di controllo, l’esponente politico solleva una critica nei confronti della programmazione complessiva, invitando a non limitare l’azione istituzionale al solo aspetto repressivo. “Tuttavia, ciò che oggi continuiamo a non percepire è una visione strategica complessiva da parte dell’Amministrazione, capace di affrontare il problema su più livelli e con una programmazione di lungo periodo, sarebbe un errore limitare il dibattito alla sola dimensione di controllo o repressione . Il punto più debole dell’azione amministrativa appare infatti quello relativo agli interventi sociali e di inclusione sia delle comunità presenti in città sia nelle periferie, nel centro storico, e nei contesti caratterizzati da maggiore marginalità. Occorre offrire ai giovani, italiani e stranieri, alternative concrete alla strada, investendo in educazione, aggregazione, sport, formazione e opportunità di inserimento sociale, il campo polivalente e lo spazio adiacente in Piazza Venezia è indicativo di quanta disattenzione c’è nei confronti dei cittadini e dei ragazzi che vivono senza spazi verdi e di aggregazioni. È necessario avviare un percorso virtuoso di integrazione e coesione sociale che superi le divisioni etniche e culturali, perché i fenomeni della devianza, della violenza e dell’illegalità sono spesso alimentati dalla marginalizzazione sociale, dalla povertà e dall’abbandono di interi quartieri da parte delle istituzioni” sottolinea l’esponente di Azione Civile.
La missiva si conclude con una riflessione sulla correlazione tra legalità e politiche sociali per lo sviluppo del capoluogo: “La sicurezza urbana non può essere considerata un tema separato dal disagio sociale. Al contrario, essa è strettamente legata alle fragilità strutturali della società contemporanea. Per questo motivo, le sole misure repressive o preventive, pur necessarie, non sono sufficienti a risolvere problemi che affondano le proprie radici nelle disuguaglianze economiche e sociali e nelle difficoltà di gestione dei processi di inclusione. Serve una strategia equilibrata, capace di coniugare legalità, controllo del territorio, prevenzione, integrazione e recupero sociale. Solo così Campobasso potrà affrontare con efficacia le sfide della sicurezza urbana e garantire ai cittadini una città più sicura, più coesa e più vivibile”.
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