Marche

l’ex tabaccaio Umberto Emili muore mentre va a prendere la moglie a Falconara

FALCONARA – Era sereno, mentre percorreva la Clementina dalla Rocca verso Chiaravalle. Stava andando a riprendere la moglie Franca che era stata dalla cugina Paola, parrucchiera a Monte San Vito. Improvvisamente, Umberto Emili, 69 anni di Ancona, ha avvertito un malore, una fitta al cuore. La sua Fiat 500 rossa ha cominciato a sbandare, a strisciare sul guardrail, fino a schiantarsi su un platano proprio di fronte all’azienda Fileni. Per Emili non c’è stato scampo: il personale del 118, sul posto con la Croce Gialla di Chiaravalle, l’equipaggio dell’eliambulanza, l’automedica del Crass, ha tentato di rianimarlo a lungo, invano.

La famiglia

Più che l’impatto con l’albero, potrebbe essere stato il malore a stroncare il 69enne, molto conosciuto ad Ancona perché per tanti anni è stato titolare della tabaccheria Emili, in corso Carlo Alberto, al Piano. Raggiunta la pensione, aveva passato il testimone al figlio Diego. L’altro figlio, Marino, era stato vittima nel gennaio 2025 di un incidente in bicicletta ad Ancona, le cui dinamiche non sono state ancora del tutto chiarite ed era rimasto paralizzato. Marino è un grande tifoso dell’Ancona, di recente era potuto tornare allo stadio. E il padre, per accompagnarlo, aveva acquistato un’auto attrezzata.

Il cordoglio

Anche Massimo Gadda, idolo biancorosso, dopo aver appresso della morte di Umberto, ieri ha telefonato a Marino per esprimergli vicinanza. Sul luogo dell’incidente mortale sono giunti anche alcuni parenti di Emili. La moglie Franca era distrutta, ricordava la generosità e la disponibilità del marito. Tra le lacrime abbracciava la cugina Paola e ricordava momenti felici vissuti insieme. «Mi stava venendo a prendere alle Cozze – diceva tra i singhiozzi Franca – e ci eravamo salutati con la solita tenerezza. Era sereno, non posso credere che se ne sia andato. Era un punto di riferimento per tutti in famiglia e anche tra i tanti amici che aveva». Umberto era anche un apprezzato poeta: scriveva in vernacolo e le sue poesie avevano grande successo tra gli anconetani. Da qualche anno aveva avuto problemi cardiaci e si era sottoposto ad alcuni interventi chirurgici, inoltre assumeva medicinali specifici per il cuore ma il suo stato di salute sembrava buono. «Era benvoluto da tutti – lo piangono i parenti – una persona perbene che ha dato tanto al suo lavoro ed alla famiglia».




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