La Corte dei Conti chiede 15 milioni ai tre imputati per la strage del Mottarone
STRESA – Sono passati più di 5 anni ormai dal disastro del 23 maggio 2021 in cui 14 persone morirono per il crollo della funivia del Mottarone. Il processo penale aveva condannato il proprietario dell’impianto Nerini, il direttore d’esercizio Perocchio e il caposervizio Tadini: tutti e tre avevano patteggiato, rispettivamente per pene di 3 anni e 10 mesi, 3 anni e 11 mesi e 4 anni e 5 mesi. Nessuno dei tre condannati è entrato in carcere: tutti infatti hanno infatti potuto chiedere l’affidamento in prova al tribunale di sorveglianza, Tadini grazie anche allo “sconto” del periodo di 5 mesi e 25 giorni che trascorse ai domiciliari durante le indagini.
Un mese fa la Corte dei Conti ha però notificato un atto di costituzione in mora, primo passo di un procedimento contabile, a Nerini, Perocchio e Tadini. Ai tre viene contestato il danno erariale ai danni dello Stato che il crollo della funivia ha provocato, quantificato in poco più di 15 milioni, come anticipato dal quotidiano La Stampa. La lettera è arrivata quasi al limite della prescrizione del diritto al risarcimento del danno (che per il danno erariale è di cinque anni)
L’atto segnala l’intenzione della Procura contabile di portare avanti l’azione risarcitoria. Per adesso, la data dell’udienza non è ancora stata fissata.
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