Unipol, Bper-Mps secondo gruppo bancario con azionariato italiano
L’acquisizione da parte di Unipol degli sportelli Mps e la loro unione con Bper porterebbe alla «creazione di un nuovo campione italiano nel settore bancario nazionale che si posizionerebbe al secondo posto, in particolare nella raccolta diretta, nei prestiti alla clientela e nel numero di sportelli» e al «consolidamento del sistema bancario domestico, guidato da primari operatori nazionali con azionisti ‘corè italiani, valorizzando il marchio della banca più antica del mondo e il relativo radicamento territoriale, preservandone al contempo il profilo identitario e storico». Lo afferma Unipol in una nota in cui stima in «oltre 800 milioni di euro» le sinergie dell’operazione.
«La nascente Banca Monte dei Paschi, forte di oltre 2.600 sportelli bancari, circa 170 miliardi di euro di impieghi a clientela e circa 225 miliardi di euro di raccolta diretta, oltre a unire una storia plurisecolare con l’eredità delle più importanti ex-banche popolari italiane, ne amplificherà il valore economico, la rilevanza sociale e il posizionamento sul mercato», spiega Unipol. La combinazione tra Bper e il compendio di Mps rilevato da Intesa, che dovrà essere negoziato con gli organi sociali di Bper nel rispetto della disciplina in materia di operazioni con parti correlate, porterà alla creazione «di un nuovo campione italiano» nel settore bancario, «beneficiando di una forte complementarità industriale e territoriale, fattori in grado di preservare il modello di business vicino ai rispettivi territori di riferimento».
La banca godrebbe di un «ulteriore radicamento territoriale, con il rafforzamento del posizionamento come primo operatore in Lombardia, e il forte salto dimensionale in alcune delle regioni ad alto potenziale (ad esempio, Toscana e Veneto), consentendo una capillarità della rete su tutto il territorio nazionale che garantisce una forte vicinanza alla clientela, al territorio e a tutti gli stakeholders». L’operazione porterebbe inoltre alla «creazione di significative sinergie di costo e di ricavo, stimate in via preliminare pari a oltre 800 milioni di euro, quale driver di creazione di valore, ad ulteriore rafforzamento del razionale strategico dell’operazione».
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