ChatGPT si trasforma: addio chat, arrivano agenti AI e Codex
Un dipendente senior di OpenAI avrebbe detto, senza troppi giri di parole, che “la chat è morta”. Viene da ridere, considerando che ChatGPT ha costruito la sua fortuna proprio sulla chat, ma la frase riassume bene il cambio di rotta che il Financial Times descrive in un report dettagliato: OpenAI sta per ridisegnare completamente ChatGPT nelle prossime settimane.
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Il punto non è tanto la tecnologia, quanto i soldi. ChatGPT ha superato il miliardo di utenti, ma la stragrande maggioranza li usa gratuitamente. Con una IPO all’orizzonte, OpenAI ha bisogno di convincere gli investitori che sa come monetizzare quella base enorme, e la risposta sembra essere quella di trasformare il chatbot in un portale verso prodotti più costosi.
Il redesign porterà in primo piano due cose: Codex, lo strumento di programmazione di OpenAI, e gli agenti AI, cioè quei sistemi che non si limitano a rispondere ma eseguono compiti in autonomia. L’interfaccia di ChatGPT, sia web che mobile, verrà aggiornata per spingere gli utenti verso questi strumenti, insieme alla generazione di immagini e alle applicazioni di terze parti.
Thibault Sottiaux, responsabile del prodotto e della piattaforma di OpenAI, ha spiegato la visione al Financial Times in modo abbastanza esplicito:
Trascenderà la superficie attuale […] quello che stiamo costruendo è un agente personale capace di aiutarti in tutto nella tua vita, sia personalmente che al lavoro.
In sostanza, l’obiettivo dichiarato è smettere di essere un chatbot e diventare qualcosa di più simile a un assistente personale AI che agisce per te.
Nel segmento business, i numeri sono già enormi: le aziende rappresentano il 40% dei ricavi di OpenAI, e l’obiettivo è portare quella quota al 50% entro fine anno. Non è un caso che la spinta verso gli agenti AI punti molto sul mercato enterprise, dove i clienti pagano di più e usano gli strumenti in modo più intensivo.
Nel lungo periodo OpenAI immagina un ChatGPT capace di capire le intenzioni dell’utente automaticamente, senza bisogno di prompt espliciti o bottoni che rimandano ad altri strumenti. Un sistema che, in pratica, anticipi quello che vuoi fare e lo faccia.
Il paragone con quello che Google sta costruendo con Gemini Spark è inevitabile: la corsa agli agenti AI è iniziata davvero, e ChatGPT non vuole restare indietro.
Quello che resta da vedere è se gli utenti accetteranno di buon grado un’app che li spinge costantemente verso prodotti a pagamento, o se percepiranno questa trasformazione come ciò che in fondo è, ovvero una piattaforma che ha bisogno di fare cassa e usa la sua base utenti come punto di partenza.
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