Scompare a 102 anni Salvatore Custodero, fu tra i pionieri del nucleare civile in Italia

È morto sabato a 102 anni Salvatore Custodero, uno dei pionieri del nucleare civile in Italia. Ingegnere torinese, fu il primo direttore del centro di ricerca di Saluggia, nel Vercellese, dove alla fine degli anni 50 entrò in funzione l’Avogadro RS-1, il primo reattore di ricerca costruito in Italia.
Custodero apparteneva alla generazione che cercò di trasformare l’atomo da strumento militare a risorsa per la ricerca e lo sviluppo civile. Studiò ingegneria nel pieno della Seconda guerra mondiale, tra i bombardamenti che colpivano Torino e il Politecnico. A 33 anni si trovò a dirigere uno dei progetti tecnologici più avanzati dell’Italia del dopoguerra.
Dopo la conferenza di Ginevra del 1955 sugli usi pacifici dell’energia atomica, Fiat e Montecatini fondarono la Sorin, la Società ricerche impianti nucleari, con l’obiettivo di sviluppare competenze in un settore allora quasi inesplorato nel Paese. Custodero entrò nel progetto e venne inviato a formarsi nei principali centri europei, da Harwell, in Gran Bretagna, a Monaco di Baviera, dove poté osservare da vicino il funzionamento dei primi reattori di ricerca.
Sempre alla Sorin collaborò con il cardiochirurgo Angelo Actis Dato alla realizzazione dei primi pacemaker italiani, contribuendo a trasferire le conoscenze maturate nella ricerca atomica al campo biomedicale. Nello stesso periodo il centro sviluppava studi che spaziavano dalla medicina nucleare all’agricoltura, sperimentando persino tecniche di irradiazione per la conservazione degli alimenti.
Cinque anni fa aveva raccontato la sua storia in una video-intervista fatta da suo figlio Alberto Custodero, a lungo giornalista di Repubblica.
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