consegnato a Oslo il dossier della candidatura internazionale 3 giugno 2026

Il percorso verso il riconoscimento Unesco delle tradizioni legate allo stoccafisso compie un nuovo passo. È stato infatti consegnato al Ministero della Cultura della Norvegia il dossier preliminare della candidatura multinazionale che coinvolge Italia, Norvegia e Islanda e che punta a ottenere l’iscrizione delle tradizioni dello stoccafisso nella lista del Patrimonio culturale immateriale dell’umanità.
Tra i promotori del progetto figura la Dogale Confraternita del Baccalà Mantecato di Venezia, che ha aderito all’iniziativa fin dalle sue origini. Il percorso ha preso forma nel 2023 grazie all’impulso della International Stockfish Society insieme a un gruppo di realtà fondatrici composto dall’Accademia dello Stoccafisso di Calabria, Slow Food Bergen, dalla Vulnerabile Confraternita dello Stofiss dei Frati di Rovereto e dalla stessa confraternita veneziana.
Da quel primo nucleo è nata una rete internazionale che oggi riunisce comunità di pescatori, produttori, trasformatori, confraternite gastronomiche, studiosi e istituzioni di diversi Paesi, impegnati nella tutela e nella valorizzazione delle tradizioni legate allo stoccafisso.
Negli ultimi anni la confraternita veneziana ha partecipato a numerosi appuntamenti internazionali dedicati a questo patrimonio gastronomico, dagli incontri dello Stockfish Heritage alle varie edizioni di Stockcouncil a Rovereto e Stockbridge a Bassano del Grappa. Parallelamente ha promosso la candidatura anche nel territorio veneziano, partecipando nel 2025 a SAOR, il festival diffuso organizzato dal Comune di Venezia nell’ambito del progetto europeo TESTEAT.
Il ruolo delle nuove generazioni
Uno degli aspetti centrali del progetto riguarda il coinvolgimento dei giovani. Secondo la Dogale Confraternita, il baccalà mantecato rappresenta una delle espressioni più accessibili della tradizione dello stoccafisso grazie alla sua versatilità e alla capacità di adattarsi ai moderni momenti di convivialità.
L’obiettivo è utilizzare questa preparazione tipica veneziana come strumento per avvicinare ragazze e ragazzi a una cultura gastronomica che affonda le proprie radici in secoli di storia e di scambi commerciali tra il Mediterraneo e il Nord Europa.
Il Veneto protagonista
Tra i territori che maggiormente hanno contribuito alla conservazione di queste tradizioni figura il Veneto, dove operano quattro confraternite dedicate alla valorizzazione dello stoccafisso e del baccalà.
In questo contesto Venezia punta a svolgere un ruolo di riferimento internazionale nel percorso verso il riconoscimento Unesco, valorizzando il baccalà mantecato come simbolo della propria identità gastronomica e culturale.
«Vedere questo dossier arrivare a Oslo ci riempie di orgoglio, perché racconta un percorso che abbiamo abbracciato fin dal primo giorno, nel 2023», ha dichiarato Maurizio Scarpa, Doge della Dogale Confraternita del Baccalà Mantecato. «Il baccalà mantecato può rappresentare uno strumento per avvicinare le nuove generazioni alla cultura dello stoccafisso. Senza il coinvolgimento dei giovani, nessuna tradizione può avere futuro».
Con il deposito del dossier si apre ora una nuova fase dell’iter che potrebbe portare le tradizioni dello stoccafisso a ottenere il riconoscimento dell’Unesco come patrimonio culturale immateriale.
Foto articolo ©Francis Turatto
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