Lazio

chiuso per 10 giorni dopo risse e alcol fuori orario

Risse in strada, fiumi di alcol serviti ben oltre i limiti di legge, degrado e precarie condizioni igienico-sanitarie.

C’è tutto questo dietro il provvedimento che terrà chiuso per i prossimi dieci giorni un noto locale nel cuore del Pigneto, uno dei quadranti storici della movida e del divertimento notturno capitolino.

Il decreto di sospensione temporanea della licenza è stato firmato dal Questore di Roma ai sensi dell’articolo 100 del T.U.L.P.S. (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza), ponendo un freno a una situazione di esasperazione che andava avanti da mesi.

Il sigillo amministrativo è arrivato al termine di una minuziosa istruttoria condotta dagli specialisti della Divisione Polizia Amministrativa della Questura, partita su preciso e pressante impulso degli agenti del Commissariato di P.S. Porta Maggiore, da tempo impegnati nel monitoraggio del quartiere.

L’esasperazione dei residenti: esposti per risse e schiamazzi

L’attività commerciale era da mesi al centro di una tempesta di esposti e segnalazioni da parte dei residenti delle vie limitrofe.

I cittadini indicavano il locale come un punto di ritrovo fisso e abituale per avventori e clienti in evidente stato di alterazione psicofisica, legata all’abuso incontrollato di bevande alcoliche.

Questa concentrazione di clienti molesti avrebbe generato, in più occasioni, una pesante compromissione della quiete pubblica e della sicurezza urbana, culminando in violenti litigi, risse in strada e danneggiamenti agli arredi urbani e alle auto in sosta nelle aree circostanti. Un quadro di degrado che ha spinto le forze dell’ordine a stringere il cerchio attorno all’attività.

Alcol fuori orario e la scure dell’Asl sulle cucine

A blindare la decisione del Questore hanno contribuito in modo determinante due diversi blitz della Polizia di Stato.

Durante i controlli notturni, gli agenti di Porta Maggiore hanno colto i barman a somministrare alcolici e superalcolici ben oltre l’orario consentito dalle ordinanze e dalle normative vigenti, alimentando di fatto lo stato di ebbrezza dei clienti in strada.

La mazzata finale per il titolare è arrivata però durante un’ispezione congiunta, condotta dagli stessi poliziotti insieme agli ispettori della ASL territorialmente competente.

Lo screening all’interno dei locali di somministrazione e dei magazzini ha fatto emergere significative carenze sotto il profilo igienico-sanitario, con sporcizia e irregolarità strutturali che sono costate al locale una sanzione amministrativa aggiuntiva pari a 3.000 euro.

Il provvedimento di sospensione è stato notificato ieri sera al proprietario dagli agenti di Porta Maggiore, che hanno fatto svuotare il locale e abbassare le serrande.

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