Economia

Banco Bpm propone a Mps la fusione per creare il terzo polo


MILANO – Nuova tappa del risiko bancario italiano. Banco Bpm ha proposto a Banca Monte dei Paschi di Siena di discutere e concordare un’operazione di aggregazione. Una fusione alla pari finalizzata alla creazione di un nuovo gruppo bancario e finanziario di riferimento in Italia, secondo operatore nazionale per dimensioni. L’aggregazione verrebbe attuata nelle modalità tipiche dei “cosiddetti merger of equals, la soluzione più coerente per allineare tutti gli azionisti su un disegno industriale comune, preservando il Dna dei due istituti e valorizzando le rispettive culture”, si legge in una nota emessa dopo una riunione del cda della banca milanese.

L’operazione che Banco Bpm propone a Monte dei Paschi di Siena si fonderebbe su un “chiaro razionale strategico” con un significativo potenziale sinergico a regime superiore a 1,1 miliardi euro al lordo delle imposte, di cui oltre 650 milioni di sinergie di costo e oltre 450 milioni di sinergie di ricavo, a loro volta generate per circa 250 milioni da maggiori ricavi sulle reti e circa 200 milioni dall’ottimizzazione delle fabbriche prodotto. La capitalizzazione di Borsa stimata superiore a 50 miliardi di euro, con conseguente rafforzamento del posizionamento nel mercato dei capitali e ampliamento della base investitori.

La posizione patrimoniale dell’istituto sarebbe ai vertici del settore, con un Cet1 ratio fully loaded pro-forma pari a circa il 15%, senza considerare gli ulteriori benefici potenziali derivanti – a valle delle verifiche normative e regolamentari del caso – dall’eventuale estensione del cosiddetto danish compromise alla partecipazione in Generali. Inoltre comportebbe una creazione di valore pari ad almeno 5,5 miliardi, valorizzando le sinergie al netto dei costi di integrazione, stimati in circa 1,1 miliardi al lordo delle imposte. A regime l’istituto vanterebbe una potenziale generazione di utile netto di 6 miliardi, con una crescita degli utili per azione a doppia cifra, a sostegno di una significativa capacità distributiva, superiore a quella oggi prevista nei due piani stand-alone, e di una forte generazione organica di capitale.

Il comunicato di Banco Bpm ricorda l’integrazione geografica che ne deriverebbe con una copertura completa su tutto il territorio nazionale, con una radicata presenza nelle regioni italiane a maggiore potenziale (in particolare, primo operatore per numero di filiali in Lombardia, Toscana e Veneto) e un rafforzamento del posizionamento competitivo anche in diverse regioni del centro e del sud italia.

Viene inoltre evidenziata la complementarità industriale delle fabbriche prodotto ed elevato upside derivante dalla loro possibile ottimizzazione, con riferimento sia alle attività storicamente esternalizzate da mps e recentemente internalizzate da Banco Bpm, sia alle fabbriche prodotto complementari apportate dal polo Mps-Mediobanca. Sono inoltre citati ulteriori benefici derivanti dalla partecipazione in Assicurazioni Generali, le sinergie a regime, la capitalizzazione.


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