Friuli Venezia Giulia

515mila davanti alla tv per Albatross: perché Almerigo Grilz continua a dividere l’Italia

6 giugno 2026 – ore 17:30 – Oltre 515mila telespettatori per la messa in onda televisiva di Albatross, ieri sera su Rai 3 – il film di Giulio Base dedicato alla figura di Almerigo Grilz. Un risultato che ha riacceso il dibattito sulla figura del reporter triestino, come evidenziato anche da una riflessione pubblicata dalla pagina culturale e politica Triesteadestra. Secondo l’analisi proposta da Triesteadestra, il film rappresenterebbe soltanto una parte della complessa vicenda umana e professionale di Grilz, morto nel 1987 in Mozambico mentre documentava il conflitto tra la Renamo e il Frelimo. L’attenzione viene posta soprattutto sul percorso giornalistico del reporter, dagli esordi adolescenziali a Trieste fino ai reportage realizzati nei principali teatri di guerra degli anni Ottanta. La pellicola, interpretata da Francesco Centorame e Giancarlo Giannini, ripercorre alcuni passaggi della sua vita, intrecciando elementi storici e ricostruzione cinematografica. Un racconto che, secondo gli autori del post, non esaurisce però la complessità della figura di Grilz, la cui attività professionale emerge in particolare dai reportage e dai diari raccolti nel volume postumo La marcia dei ribelli. Storie di popoli dimenticati.

A quasi quarant’anni dalla morte, la figura del giornalista continua a dividere e a suscitare interesse, soprattutto a Trieste, dove il suo nome rimane legato sia alla stagione della militanza politica giovanile sia all’attività di inviato di guerra. Il successo televisivo di Albatross ha così riportato al centro dell’attenzione il dibattito sul riconoscimento professionale di Grilz e sulla sua eredità giornalistica.

Articolo di Francesco Viviani

Dal Libano del 1982 al Medio Oriente di oggi: a Trieste torna il reportage di Almerigo Grilz con il libro curato da Guido Giraudo VIDEO-INTERVISTA




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