Concorsi, privilegi e potere. La guerra intorno al Cefpas
Tre anni di contestazioni, l’ultima due settimane fa. Così l’assessorato alla Sanità aveva cercato di fermare la macchina del Cefpas, che secondo l’indagine della Procura di Caltanissetta era al servizio del deputato forzista Riccardo Gallo, su cui pende ora una richiesta di arresto. È un carteggio fittissimo, botta e risposta che celano la guerra di potere che si è giocata intorno all’ente e nell’ala agrigentina di Forza Italia.
Il principale braccio di ferro riguarda i concorsi da 14 posti a tempo indeterminato (5 per assistenti e 9 per funzionari) più uno da dirigente amministrativo. A uno di questi ambiva, secondo quanto sta emergendo dall’inchiesta, Simona Sinatra (in quel momento forte di un contratto a termine): è la moglie di Gallo, sotto il controllo del quale si sarebbe sviluppata tutta l’attività del centro di formazione specialistica della Regione. Su quelle selezioni emergono presto ombre enormi.
Il primo bando resta pubblico per appena 9 ore nella notte fra il 13 e il 14 novembre scorso. Poi viene ritirato dallo stesso Cefpas, avvertito dei dubbi dell’assessorato e della Cgil guidata da Alfio Mannino. Ma a Caltanissetta avevano tutt’altro che rinunciato: il dirigente Roberto Sanfilippo poco dopo ha infatti chiesto all’assessorato di poter aumentare il numero dei posti a concorso sfruttando cavilli burocatrici.
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