presi dai carabinieri. Avrebbero guadagnato 300 euro

PESARO Finestrino abbassato e il lancio di un fazzoletto che conteneva tutti i monili d’oro appena rubati. E’ la fotografia scintillante della rocambolesca fuga di due ragazzini, poco più che maggiorenni, finita con l’arresto per truffa da parte dei carabinieri del nucleo operativo radiomobile dei carabinieri di Pesaro. Ieri mattina l’udienza di convalida davanti al giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Pesaro.
L’operazione giovedì
Tutto è avvenuto giovedì mattina quando i carabinieri hanno notato i due ragazzini, di 20 e 18 anni originari di Napoli, fermi in un parcheggio nel quartiere della Torraccia mentre telefonavano continuamente in auto. Si trattava del solito mezzo preso a noleggio, prassi consolidata per chi arriva a commettere truffe. I carabinieri, insospettiti, hanno deciso di seguirli in borghese. E non si sbagliavano affatto. I due avevano chiamato un’anziana di 87 anni residente a Vismara e si erano spacciati per carabinieri.
La storiella della rapina mai avvenuta
Hanno detto alla signora che dovevano controllare gli ori di casa perché c’era stata una rapina e quei monili potevano essere oggetto di furto. La donna, preoccupata di finire nei guai con la giustizia, ha acconsentito al controllo. E’ stata sempre tenuta al telefono così che non potesse chiamare parenti o forze dell’ordine per verificare quanto gli era appena stato detto. La donna aveva raccolto gli ori da mostrare e uno dei due truffatori li ha presi con la scusa del controllo. Intanto i carabinieri in borghese hanno chiamato i rinforzi e quando i ragazzini si sono messi in macchina li hanno seguiti. I due, sentitisi ormai scoperti, hanno lanciato dal finestrino un fazzoletto in cui erano racchiusi tutti i gioielli, circa 15mila euro di monili d’oro. La fuga è durata poco e i due sono stati bloccati e controllati. Così è scattato l’arresto per furto aggravato e ieri mattina sono stati portati davanti al giudice, difesi dall’avvocato Pasquale De Marco del foro di Napoli Nord. I due hanno ammesso gli addebiti e chiesto scusa per quanto fatto, promettendo di non tornare mai più a Pesaro e di non ripetere quanto commesso. E’ emerso che i due sarebbero state delle semplici pedine mandate sul posto in cambio di pochi spicci.
Pedine di un’organizzazione
Già, perché per consegnare l’oro a chi avrebbe macchinato tutta l’operazione, avrebbero portato a casa 200 o 300 euro, oltre al noleggio dell’auto e all’alloggio. Una sorta di trasferta di lavoro con tanti rischi. Sono entrambi incensurati e hanno dei lavoretti saltuari, cosa che li avrebbe spinti ad accettare questa commissione così riprovevole proposta da bande organizzate. Il pubblico ministero ha chiesto gli arresti domiciliari mentre il giudice ha convalidato l’arresto e concesso l’obbligo di dimora a Napoli e Villa Ricca per entrambi, come richiesto dal legale.




