Abruzzo

Abruzzo maglia nera per aumento dei detenuti


L’Abruzzo è la regione italiana che nell’ultimo anno ha registrato il maggiore aumento della popolazione detenuta. A lanciare l’allarme è Mauro Nardella, segretario nazionale del Sindacato di polizia penitenziaria e Coordinamento nazionale polizia penitenziaria (Cnpp-Spp), che denuncia una situazione sempre più critica negli istituti di pena italiani e abruzzesi.

Secondo il sindacalista, dall’insediamento del governo Meloni il numero dei detenuti nelle carceri italiane è cresciuto costantemente, con una media di circa 170 persone in più ogni mese. Un incremento che, sostiene Nardella, non è stato accompagnato da un adeguato aumento delle strutture e degli organici necessari a gestire la popolazione carceraria.

Particolarmente significativo il dato relativo all’Abruzzo. “L’Abruzzo è quello che nell’ultimo anno è cresciuto più di tutte le regioni italiane”, afferma Nardella, evidenziando un aumento del 14,9% dall’inizio dell’anno e una crescita vicina al 25% rispetto al luglio 2022.

I numeri forniti dal sindacato mostrano come i detenuti presenti negli istituti penitenziari abruzzesi siano passati dai 1.842 del luglio 2022 ai 2.356 registrati al 31 maggio 2026. Tra le strutture che hanno fatto registrare gli incrementi più consistenti figurano Sulmona, passata da 422 a 678 detenuti, e diversi istituti della provincia di Chieti.

Nel dettaglio, il carcere di Chieti è passato da 104 a 150 detenuti, quello di Vasto da 96 a 150, mentre Lanciano è salito da 255 a 259 presenze. Crescite significative anche negli istituti di Avezzano, L’Aquila, Pescara e Teramo.

Per il segretario nazionale del Cnpp-Spp il rischio è quello di un progressivo aggravamento del fenomeno del sovraffollamento, con possibili ripercussioni non solo sui detenuti ma anche sul personale penitenziario, sanitario e amministrativo impegnato nelle strutture. Nardella richiama inoltre la cosiddetta “sentenza Torreggiani”, con cui la Corte europea dei diritti dell’uomo aveva condannato l’Italia per le condizioni detentive legate al sovraffollamento carcerario.

“Con le carceri italiane si sta davvero scherzando col fuoco”, sostiene il sindacalista, che evidenzia anche le criticità legate alla manutenzione degli edifici e alla carenza di risorse economiche e di personale.


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