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Educazione sessuale a scuola, Galiano: “I ragazzi si informano su TikTok, preferiamo lasciarli soli o affidarli ad adulti preparati?”

In queste ore si discute intensamente dell’approvazione del ddl Valditara sull’educazione affettiva e sessuale nelle scuole.

Le regole prevedono lo stop alle lezioni alla primaria e il consenso informato dei genitori per poterle frequentare alle medie e alle superiori. Su questo tema è intervenuto il docente e scrittore Enrico Galiano attraverso un video sui propri canali social. Lo spunto nasce dal commento di un utente, secondo cui la scuola dovrebbe pensare alle materie “classiche”, lasciando questi temi delicati alle famiglie.

Il ruolo della famiglia e i silenzi in casa

Il professore non nasconde un certo scetticismo a riguardo. Secondo il suo pensiero, sarebbe perfetto se le famiglie se ne occupassero davvero, affrontando il tema con i propri figli; tuttavia, la realtà quotidiana sembra molto diversa. Citando un’indagine condotta da Coop, Dire, Fare, Amare, Galiano spiega in modo diretto che circa un ragazzo su tre non affronta mai questi argomenti tra le mura domestiche. Tre genitori su quattro, inoltre, ammettono di avere notevoli difficoltà ad affrontare tali tematiche.

In assenza di un dialogo aperto in famiglia, i giovani cercano risposte in totale autonomia. Il docente cita a questo proposito un sondaggio di Durex e Skuola.net, dal quale emerge un dato allarmante: per più della metà dei ragazzi la fonte principale di informazione sull’argomento è internet. Galiano usa un esempio pratico molto efficace: in una classe di ventuno studenti, circa sette non ricevono alcuna nozione in casa, mentre una decina cerca le risposte direttamente sul web.

Cosa si insegna davvero in classe

Il docente chiarisce in cosa consista realmente questo tipo di insegnamento, allontanando lo spettro delle polemiche e delle ideologie. “Parlare di sentimenti non vuol mica dire inculcare strane teorie” afferma l’insegnante. Serve per spiegare ai giovani cos’è il consenso o per far capire loro che “se una persona ti ama non ti controlla il telefono”. Diventa un passaggio fondamentale per imparare a distinguere la gelosia dal possesso.

Dai social all’amico esperto: i rischi della disinformazione

Se gli adulti evitano questi argomenti, i ragazzi restano soli con i loro dubbi e si affidano spesso a canali totalmente inaffidabili. Il professore ricorda che occorre dire chiaramente ai ragazzi che “una foto intima non è una figurina” da scambiarsi su WhatsApp e che “La pornografia non è un manuale di educazione sessuale”. Il rischio enorme è che le informazioni arrivino dai video su TikTok o dall’amico coetaneo che suggerisce metodi contraccettivi privi di alcun fondamento.

In chiusura, lo scrittore si rivolge direttamente alla sua community. Invece di fornire certezze assolute, pone un interrogativo fondamentale. I ragazzi, spiega, hanno una naturale curiosità e il forte desiderio di imparare queste dinamiche. “Preferiamo che le imparino da adulti preparati o da internet alle 11 di sera dal video di TikTok e dall’amico su WhatsApp?”.

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