Abruzzo

Servono nuovi strumenti per trasporti e alloggi dei lavoratori e meno burocrazia


Per sconfiggere il caporalato non basta la sola repressione: servono strumenti concreti per garantire trasporti e alloggi legali ai lavoratori e meno burocrazia, così da togliere terreno al lavoro nero. È quanto ribadisce Cia-Agricoltori Italiani, che chiede anche il superamento del “click day” e una riforma del decreto flussi che leghi gli ingressi dei lavoratori stranieri alla reale stagionalità delle colture, con procedure semplificate e “corridoi verdi” per le istanze presentate dalle associazioni.

La legge 199/2016 sul caporalato ha riscritto il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, estendendo la responsabilità penale ai datori di lavoro, rafforzando arresto in flagranza, confisca dei beni e potenziando la Rete del lavoro agricolo di qualità. A quasi 10 anni dalla sua introduzione, però, la normativa resta sbilanciata sulla repressione, mentre risultano ancora insufficienti gli strumenti di prevenzione e di organizzazione alternativa al caporale sul territorio.

Per questo Cia propone di trasformare la Rete del lavoro agricolo di qualità da semplice “bollino” reputazionale a vera cabina di regia territoriale per reclutamento, trasporti, alloggi e monitoraggio, con sezioni locali realmente operative e il coinvolgimento stabile di organizzazioni agricole, sindacati, enti previdenziali e ispettivi, prefetture ed enti bilaterali.

Secondo Cia, servono inoltre strumenti dedicati al trasporto e all’alloggio dei lavoratori e una maggiore digitalizzazione dei rapporti di lavoro, così da intercettare le anomalie prima che degenerino in sfruttamento grave, distinguendo chiaramente tra irregolarità formali e fenomeni criminali organizzati.

“In Abruzzo il tema della disponibilità di manodopera agricola è ormai strutturale e interessa in particolare comparti strategici come l’ortofrutta del Fucino, la viticoltura e le produzioni ad alta intensità di lavoro stagionale”, dichiara Nicola Sichetti, presidente di Cia Abruzzo. “Le imprese agricole si trovano sempre più spesso a fare i conti con la difficoltà di reperire lavoratori nei tempi richiesti dalle campagne di raccolta, mentre le procedure burocratiche per l’ingresso dei lavoratori stranieri continuano a essere lente e scollegate dalle reali esigenze produttive. In queste condizioni il rischio è che si creino spazi che favoriscono intermediazioni irregolari e sfruttamento”.

Per contrastare davvero il caporalato non basta aumentare controlli e sanzioni. Occorre costruire un sistema che renda più conveniente e più semplice la legalità, garantendo trasporti organizzati, soluzioni abitative dignitose per i lavoratori stagionali e procedure amministrative rapide ed efficienti”, continua Sichetti, “Chiediamo il superamento del click day e una revisione del decreto flussi che tenga conto delle effettive necessità delle aziende agricole abruzzesi. Solo assicurando manodopera regolare e disponibile nei momenti cruciali delle campagne produttive sarà possibile tutelare i lavoratori, sostenere la competitività delle imprese e valorizzare le eccellenze agricole del nostro territorio”.

In questo quadro si inserisce anche il rinnovo del Ccnl operai agricoli e florovivaisti, che conferma il ruolo della contrattazione nazionale nel garantire salari dignitosi e, al tempo stesso, nel sostenere imprese agricole gravate da costi in crescita e carichi burocratici pesanti. L’obiettivo, secondo Cia, è rendere il lavoro regolare più semplice e più trasparente del caporalato, tutelando i lavoratori e chi fa impresa nella legalità.

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