perché il suo ritorno è la scommessa più rischiosa dell’industria musicale di quest’anno
L’ultima volta che Justin Bieber aveva suonato davanti a una folla di quelle dimensioni era il 2022, al Rock in Rio in Brasile. Poche settimane dopo aveva annunciato la sospensione del Justice World Tour — quello per il suo album del 2021 — perché la Ramsay Hunt syndrome, una rara condizione neurologica, gli aveva causato la paralisi temporanea di metà faccia.
In un video su Instagram aveva mostrato ai suoi 291 milioni di follower cosa gli stava succedendo: l’occhio che non si chiudeva, le labbra che non si muovevano correttamente, l’impossibilità di sorridere su un lato. “Questo è la dimostrazione di quanto sia serio, di quanto sia devastante,” aveva scritto.
Justin Bieber, il ritorno
Poi aveva ripreso il tour quell’estate, per fermare tutto di nuovo a fine anno: “I concerti hanno preteso un tributo reale su di me” aveva dichiarato Bieber che si era dichiarato semplicemente incapace di andare avanti. Nel 2023 e nel 2024 un silenzio quasi totale. Nel 2025, la sorpresa: due album usciti a distanza di undici giorni l’uno dall’altro — Swag in luglio e Swag II in settembre — con l’annuncio della sua presenza a Coachella 2026 come headliner.
Ieri alla Empire Polo Club di Indio in California, quella promessa fatta al suo pubblico è diventata realtà.

La storia di quattro anni difficili
Per capire il peso di questo momento, bisogna capire cosa è successo nei quattro anni precedenti. Non solo la Ramsay Hunt syndrome — che è la spiegazione ufficiale e più documentata per le cancellazioni di un’agenda pubblica e artistica che era fittissima — ma tutto il resto. A cominciare dai problemi finanziari.
Secondo le informazioni disponibili, le spese mensili di Justin Bieber nel 2022 avevano raggiunto la cifra mostruosa di 1,3 milioni di dollari. Per coprire i debiti e mantenere la stabilità finanziaria, il cantante aveva venduto il suo catalogo musicale per circa 200 milioni di dollari — una cifra enorme ma del tutto insufficiente. E comunque anche un segno evidente che qualcosa nell’architettura economica della sua carriera non stava funzionando a dovere.
Il dopo Scooter Braun
Poi c’era il rapporto con Scooter Braun, il discusso manager che lo aveva scoperto a 13 anni su YouTube e che lo aveva lanciato verso la fama globale. Un rapporto costruito in quasi vent’anni, che si è concluso con un accordo legale la scorsa estate dopo una serie di tensioni accumulate. Fonti vicine al cantante descrivono la fine di quella relazione come dolorosa quanto qualsiasi altra difficoltà degli ultimi anni. Scooter Braun è lo stesso personaggio abbandonato da Taylor Swift e da diversi altri artisti di successo che avevano defino il loro rapporto con il manager come di ‘autentica schiavitù’.
In un post su Instagram del giugno scorso — dopo un video che lo mostrava in un violento alterco con i paparazzi fuori dal SoHo House di Malibu — Bieber aveva scritto ai suoi follower qualcosa che aveva fatto il giro del mondo: “La gente continua a chiedermi di guarire. Non pensate che se questo fosse possibile lo avrei già fatto? So di essere guasto. So di avere problemi di rabbia.”
Parole che avevano preoccupato chi lo seguiva — ma anche rassicurato chi voleva credere che almeno fosse onesto su quello che stava attraversando.
Il percorso verso Coachella
Il ritorno non è stato immediato. Bieber lo ha costruito passo per passo, con la prudenza di chi sa che le aspettative erano altissime e che un passo falso in questa fase poteva anche essere quello decisivo nel segno del fallimento.
A febbraio 2026 Bieber si è esibito ai Grammy Awards con una versione stripped-down di Yukon, il singolo di punta di Swag. Era solo sul palco, in acustico, con una chitarra, in boxer di seta argentata. Nessuna coreografia, nessun artificio. Solo voce e canzone. E il pubblico aveva risposto bene.

Dal piccolo all’immenso
Il 29 marzo ha suonato al Roxy Theatre di Los Angeles — una sala storica e affascinante per soli 500 spettatori, il primo concerto in quasi quattro anni… Era salito sul palco quasi commosso: “Il mio primo assaggio di Coachella, sono stato bene e sono certo che sul palco sarà fantastico. Il Roxy era andato sold out in pochi minuti. Dopo un altro concerto a West Hollywood, davanti ad altre 500 persone, come ulteriore prova generale.
Coachella è stato il passo successivo. Non un piccolo passo — un salto verticale da 500 a decine di migliaia di persone, in uno dei contesti mediatici più seguiti del mondo musicale.
Durante i suoi Twitch stream dell’anno scorso, Bieber aveva promesso ai fan che avrebbe fatto “uno spettacolo di quelli veri.” E lo è stato con un set che ha attinto principalmente a Swag e Swag II, con poche canzoni più vecchie integrate dove possibile in modo rispettoso e graduale.
Perché questa è la scommessa più rischiosa del 2026
Il comeback di Justin Bieber a Coachella è un segnale di straordinaria importanza. Bieber viene trattato come un reduce: ma ha solo 32 anni. Ha venduto oltre 150 milioni di dischi nella sua carriera. Ha sei singoli al numero uno della Billboard Hot 100. È uno degli artisti con più stream di sempre. Sul piano dei numeri, è indiscutibilmente uno dei più grandi pop star della sua generazione — insieme a Ed Sheeran e a pochissimi altri.
I numeri del 2025 raccontano qualcosa di ancora notevole. Swag ha debuttato al numero due della Billboard 200 — non al numero uno ma altissimo per un artista che non aveva un inedito da anni e ha ottenuto quattro nomination ai Grammy — anche se non ha vinto il trofeo.
Daisies e Yukon sono stati successi rispettabili ma non i fenomeni globali che ci si aspettava dal suo ritorno. Il mondo musicale è cambiato mentre Bieber era fuori dai radar: Taylor Swift ha ridefinito cosa significa avere un fanbase devota, Olivia Rodrigo ha ereditato parte del suo spazio, BTS e altri artisti internazionali hanno mangiato quote di mercato che una volta erano sue per diritto. Al momento è come se il suo pubblico lo stesse tenendo sotto esame e volesse verificare le sue reali condizioni.
Com’è andata a Coachella
Lo show sul gigantesco palco di Indio è stato un successo. Oggi si parlava già di tour mondiale pronto e maturo per la partenza.
Rolling Stone ha scritto che, quando tutti lo avevano dato per finito, Bieber ha sorpreso il mondo con il lavoro migliore della sua carriera e uno show davvero credibile. Il tunnel sembra davvero essere finito…
La scaletta di Justin Bieber a Coachella
All I Can Take
Speed Demon
First Place
Go Baby
Butterflies
Walking Away
All the Way
405
Too Long
Petting Zoo
I Do
B-Stage
Stay (cover di The Kid LAROI, con The Kid LAROI)
Things You Do (versione acustica)
Glory Voice Memo (versione acustica)
Zuma House (versione acustica)
Dotted Line (versione acustica)
Everything Hallelujah (versione acustica)
A-Stage
Baby (versione ridotta)
Favorite Girl (versione ridotta; prima esecuzione dal 2013)
That Should Be Me (versione ridotta; prima esecuzione dal 2015)
Beauty and a Beat (versione ridotta; prima esecuzione dal 2015)
Never Say Never (versione ridotta)
Confident (versione ridotta)
All That Matters (versione ridotta)
With You (cover di Chris Brown, versione ridotta; prima esecuzione dal 2012)
So Sick (cover di Ne-Yo, versione ridotta; prima esecuzione dal 2015)
Sorry (versione ridotta)
Where Are Ü Now (cover di Jack Ü, versione ridotta)
I’m the One (cover di DJ Khaled, versione ridotta)
Yukon
Devotion (con Dijon)
I Think You’re Special (con Tems; debutto live di Tems)
Essence (cover di Wizkid, con Wizkid e Tems)
Daisies (con Mk.gee al basso)
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