Liguria

“Autovelox in funzione senza omologazione”, associazione denuncia il Comune


Genova. Altvelox, l’Associazione nazionale tutela utenti della strada, ha presentato una denuncia contro il Comune di Genova per “l’utilizzo continuativo di dispositivi elettronici per il rilevamento automatico della velocità”.

L’associazione si è specializzata nel contrasto all’uso di dispositivi di rilevamento della velocità considerati non omologati o illegittimi, e nei giorni scorsi ha depositato in procura un documento in cui chiede accertamenti anche alla Corte dei conti, ad Anac e al Garante per la protezione dei dati personali.

La richiesta è quella di verificare “se gli apparecchi impiegati dal Comune di Genova siano assistiti da comprovata omologazione ministeriale, distinta dalla semplice approvazione amministrativa, e se il loro utilizzo sia conforme al codice della strada e agli atti prefettizi presupposti”.

L’associazione pone l’accento sulle “dichiarazioni rese in Consiglio comunale, nelle quali è stata riconosciuta l’esistenza della questione omologazione, è stata richiamata la giurisprudenza della Cassazione ed è stata confermata la volontà di mantenere in funzione gli autovelox, anche in attesa di future procedure ministeriali”.

Il riferimento è alle parole del vicesindaco di Genova, Alessandro Terrile, che in Aula Rossa ha espresso l’intenzione della giunta di tenere accesi e funzionanti i velox che risultano solo approvati, e non omologati. Questo nonostante che nel 2024 la Cassazione si sia espressa sul tema, definendo i verbali di infrazione elevanti da queste apparecchiature viziati e dunque annullabili. Terrile dal canto suo ha ricordato che non esistono oggi procedure di omologazione per gli autovelox, e che il Mit ha sempre dichiarato l’equipollenza di omologazione e approvazione.

Dai modelli ministeriali esaminati risultano, nel quinquennio 2021-2025, proventi complessivi da sanzioni al Codice della Strada pari a oltre 181 milioni, di cui oltre 30 riferiti a violazioni dei limiti massimi di velocità”, sottolinea Altvelox nella sua denuncia, aggiungendo che “il dato economico, da solo, non prova alcuna responsabilità, ma impone verifiche serie, documentali e non di facciata, su omologazione, tarature, decreti prefettizi, ubicazione delle postazioni, dati di incidentalità, Put, Pgtu, destinazione dei proventi, affidamenti, manutenzioni e gestione dei flussi sanzionatori”.

Il Comune di Genova non è l’unico a dover gestire il limbo giuridico provocato dalla sentenza della Cassazione. A sciogliere i nodi potrebbe essere il Ministero attraverso una eventuale procedura di omologazione: “La sicurezza stradale non può essere usata come formula di copertura per apparecchi privi di piena tracciabilità giuridica – conclude Altvelox – Deve poggiare su atti chiari, strumenti omologati, limiti motivati, dati ufficiali, pianificazione aggiornata e proventi realmente destinati alla tutela degli utenti della strada. Controlli sì. Ma regolari, omologati, motivati e verificabili”.




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