Sardegna

A Villaurbana torna il Festival della Filosofia, nel segno di Antioco Zucca

Villaurbana

Cinque giorni di incontri, lectio e dialoghi per “seminare il pensiero” e costruire futuro

Villaurbana torna a fare spazio al pensiero con la seconda edizione del Festival della Filosofia dedicato ad Antioco Zucca. Un appuntamento che vuole portare la riflessione fuori dai luoghi tradizionali del dibattito, nelle piazze e nei cortili del paese, come gesto quotidiano radicato nella vita delle persone.

Il tema scelto per questa edizione è “Seminare il pensiero. Raccogliere il futuro”. Le giornate di incontri si apriranno domani, venerdì 5 giugno, e proseguiranno fino a mercoledì 10 giugno, coinvolgendo il borgo in momenti di dialogo, confronto e partecipazione.

Non sarà solo un tempo dedicato alla riflessione, ma anche un’occasione per attivare percorsi di crescita individuale e collettiva, trasformando l’ascolto in responsabilità e la partecipazione in pratica civile.

Uno sguardo particolare sarà rivolto ai giovani, intesi non solo come fascia d’età, ma come menti e cuori capaci di rinnovarsi. Il Festival parlerà anche alle famiglie, a chi affronta relazioni complesse, a chi si misura con identità e legami in trasformazione. I giovani, seme primario della società, saranno protagonisti: non semplici destinatari, ma motore di nuove domande, nuove visioni e nuove possibilità.

In questo orizzonte, la semina diventa impegno concreto: coltivare conoscenza, legalità, comprensione reciproca e capacità critica. Ogni incontro sarà pensato come un terreno fertile per generare prospettive, rafforzare il senso di comunità e costruire futuro.

Villaurbana sceglie così di parlare attraverso la forza delle idee e delle relazioni, proponendo un modo di guardare avanti fondato sulla responsabilità condivisa.

“Villaurbana decide di partire dalle radici”, dichiara il sindaco Paolo Pireddu. “Per andare avanti è necessario comprendere e capire. Comprendersi per aiutarsi. Dedicare giornate all’incontro, alla riflessione, alla comprensione reciproca, partendo proprio dalle nostre radici e dalla concretezza delle nostre tradizioni, continuiamo a pensare sia il modo migliore per fare il primo passo verso noi stessi, verso gli altri, verso l’accoglienza e la comprensione di ogni diversità, in società nuove nelle quali si respirano valori autentici”.

Il borgo torna così a essere un luogo in cui il pensiero nasce dalla realtà, dal lavoro e dalla responsabilità quotidiana. L’omaggio ad Antioco Zucca non è un gesto formale, ma il riconoscimento di un’eredità che invita a interrogarsi sul senso del vivere comune e sulla necessità di coltivare conoscenza e impegno civile.

L’eredità di Antioco Zucca ricorda che il pensiero non è un privilegio, ma un dovere verso la comunità: uno strumento per orientarsi in un tempo complesso e non smarrire la misura delle cose.

In una comunità abituata a osservare la terra prima di ogni gesto, la metafora della semina diventa un’immagine concreta di futuro. Non si tratta solo di custodire il passato, ma di trasformare quella sapienza in responsabilità: seminare valori, legalità, comprensione reciproca e capacità critica.

Il Festival assume così una funzione che va oltre la riflessione. Diventa un laboratorio di pensiero civile e un’occasione per attivare percorsi di crescita individuale e collettiva. La filosofia torna a essere strumento di orientamento, la legalità pratica quotidiana, la conoscenza esercizio condiviso.

Villaurbana si propone come un centro capace di parlare al mondo non per rivendicare un passato, ma per affermare un modo di guardare avanti: generare incontro, costruire futuro e avviare processi destinati a continuare oltre i giorni del Festival.

In questo orizzonte, l’appuntamento diventa un esercizio collettivo di pensiero e di azione, un invito a ritrovare la misura, la profondità e la responsabilità del vivere insieme.

La seconda edizione di Trìgu – Festival della Filosofia nasce all’interno del progetto TRIGU – Rigenerazione urbana e valorizzazione dei beni storici culturali, materiali e immateriali del Comune di Villaurbana, nell’ambito dell’Investimento 2.1 “Attrattività dei borghi” del PNRR, finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU e gestito dal Ministero della Cultura.

Un progetto che unisce la cura del territorio alla cura del pensiero, perché entrambi richiedono tempo, attenzione e comunità. Il tema dell’anno, “Seminare il pensiero. Raccogliere il futuro”, non è uno slogan, ma un modo di stare al mondo.

Seminare il pensiero significa riconoscere che ogni gesto, ogni parola, ogni relazione può essere un seme; significa partire da ciò che è essenziale: lealtà, onestà, solidarietà civile, aiuto reciproco, valori che da sempre tengono insieme le comunità e che nessuna tecnologia può sostituire.

Il Festival nasce per superare solitudini e atomizzazioni del lavoro e delle vite cui spesso la contemporaneità costringe. Per restituire alle persone un luogo, fisico o digitale, in cui ritrovarsi, confrontarsi, ascoltarsi. Perché un borgo non è solo un perimetro urbano: è una dimensione, un ritmo condiviso, un modo di vivere. In questo quadro, il pensiero di Zucca torna a essere nitido.

Come ricorda il documento originale, “Antioco Zucca sviluppò un pensiero fortemente influenzato dal positivismo novecentesco italiano e dalla volontà di spiegare scientificamente l’esistenza” e “la sua riflessione filosofica si concentrò sulla ricerca della verità, con un marcato interesse per il concetto di infinito”. Il suo infinito non è un altrove irraggiungibile, ma un orizzonte che si allarga ogni volta che l’essere umano affina gli strumenti della conoscenza. Per questo, nel Festival, l’infinito oltre la siepe diventa anche l’infinito concreto della spiga.

Il grano come seme essenziale, come cibo, come origine di una vita civile fondata sul bisogno primario di un vivere comune. Un infinito che non si contempla soltanto, ma si tocca, si impasta, si divide, si condivide. Il Festival si svolgerà nelle strade del borgo e nei suoi luoghi simbolici, trasformando Villaurbana in un laboratorio di idee e relazioni. Le piazzette, i siti archeologici, le aree campestri diventeranno spazi di ascolto e partecipazione, dove residenti e visitatori potranno condividere conoscenza, esperienze, visioni.

Villaurbana - Festival della filosofia 2026

La locandina

Il programma completo.

La scelta degli ospiti e dei contenuti segue una direzione precisa: riportare il pensiero di Zucca nella sua attualità più viva, come esercizio di lucidità e responsabilità. Ogni lectio, ogni dialogo, ogni esperienza nasce per leggere il presente con occhi aperti, capaci di riconoscere complessità e possibilità. Villaurbana diventa così un luogo in cui la filosofia torna pratica civile, un modo di abitare il tempo e di costruire il domani attraverso gesti concreti, incontri, parole che circolano e si trasformano.

Venerdì 5 giugno
Ore – 17:00 Apertura Mostra Antioco Zucca, IL Filosofo – Casa del Pane
Apertura percorso immersivo sensoriale dalla terra al grano – Curato dalla Sintur srl
Ore – 18:00 Apertura Festival. Saluti Istituzionali, Interviene Paolo Pireddu Sindaco
Ore – 18:00 – Incontro con l’autore Dott. Antonio Ingroia – Piazza Falcone Borsellino
Modera Prof.ssa Sabrina Sanna
Ore 19:30 Aperitivo del gusto – Casa del Pane
Ore 21:00 – Lectio Magistralis Prof. Maurizio Ferraris – Piazza Antioco Zucca
Modera la giornalista Simona Scioni

L’incontro con Antonio Ingroia, magistrato e autore, in dialogo con la prof.ssa Sabrina Sanna, introduce subito il tema della responsabilità individuale e collettiva. La sua esperienza nella lotta alla criminalità organizzata diventa un esempio di come il pensiero giuridico e morale possa trasformarsi in azione, in scelta, in impegno. Ingroia porta nel Festival la dimensione del coraggio civile, che è una forma alta di semina: un gesto che non produce frutti immediati, ma che costruisce nel tempo un terreno più giusto. È un modo per ricordare che il futuro si raccoglie solo se qualcuno, prima, ha avuto la forza di piantare un seme di legalità. La sua presenza dialoga naturalmente con il tema della responsabilità civile che attraversa l’opera di Antioco Zucca.

La lectio di Maurizio Ferraris, moderata dalla giornalista Simona Scioni, porta invece il pensiero filosofico nel cuore della contemporaneità. Il suo lavoro sulla documentalità, sulla società digitale, sulla trasformazione delle relazioni nell’epoca delle tecnologie avanzate, si intreccia perfettamente con l’idea che seminare il pensiero significhi anche interrogare il presente con lucidità. Ferraris offre strumenti per comprendere come la realtà si costruisce, come si registra, come si trasforma, e come l’essere umano possa restare protagonista in un mondo che tende a delegare alle macchine una parte crescente della propria memoria e delle proprie scelte. La sua voce restituisce al Festival la dimensione dell’analisi critica del presente, indispensabile per immaginare il futuro.

Sabato 6 giugno
Ore 19:00 – Apericena con delitto a cura del Comitato Santa Margherita
Ore 21:00 – Loc. Is Aruttas Santas Evento esperienziale Yoga al tramonto bagno sonoro e allineamento agli astri – Curato da Gabriella Sechi e Antonio Muntoni

Gli eventi esperienziali curati da Gabriella Sechi e Antonio Muntoni, tra yoga, suoni e allineamento agli astri, introducono un’altra forma di pensiero: quella che nasce dal corpo, dal respiro, dal rapporto con la natura. In un Festival che riflette sul grano, sulla terra, sulla concretezza dei gesti quotidiani, queste pratiche riportano l’attenzione alla dimensione dell’equilibrio, dell’ascolto, della presenza. Seminare il pensiero significa anche fermarsi, ritrovare un ritmo, riconnettersi con ciò che è essenziale. È un modo diverso, ma profondamente coerente, di coltivare interiorità e consapevolezza, elementi che Zucca considerava parte integrante della ricerca della verità.

Domenica 7 giugno
ore – 9:30 Evento esperienziale Yoga in Montagna
ore – 10:00 Attività di Orienteering curato dalla Federazione di Orienteering
ore – 10:30 convegno: Il patrimonio archeologico di Villaurbana: ricerca, tutela e valorizzazione con gli archeologi – Riccardo Locci e Maura Vargiu – Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna– Casa del Pane
ore – 19:00 Concerto musicale del quintetto d’archi – Accademia della Sardegna – Casa del Pane
Ore – 20:00 Aperitivo del gusto
ore – 21:00 eventi di intrattenimento con Flavio Soriga e accompagnamento musicale – Casa Del Pane

Il convegno dedicato alla cultura identitaria della Sardegna e il concerto dell’Accademia della Sardegna riportano al centro la memoria, la tradizione, la continuità. La cultura materiale e immateriale dell’isola diventa un esempio concreto di come le comunità custodiscano semi antichi che continuano a germogliare. La Sardegna, con la sua storia di resilienza, di lavoro, di comunità, incarna perfettamente l’idea che il futuro non si costruisce cancellando il passato, ma trasformandolo in una risorsa viva. È un dialogo diretto con il tema della cultura come semina.

La presenza di Flavio Soriga, con la sua capacità narrativa di attraversare identità, luoghi e generazioni, porta nel Festival la dimensione del racconto come strumento di comunità. Le storie, come i semi, viaggiano, si depositano, germogliano in chi le ascolta. Soriga rappresenta la possibilità di unire leggerezza e profondità, ironia e radicamento, mostrando come la parola possa diventare un ponte tra solitudini e appartenenze.

Mercoledì 10 giugno
ore – 18.00 Lectio Magistralis Prof. Vincenzo Schettini – Modera la giornalista Simona Scioni
Ore – 20:00 Aperitivo del gusto
ore – 21:00 Concerto musicale con Maestro Luca Piana Presso la Casa Del Pane

La lectio di Vincenzo Schettini, divulgatore scientifico amatissimo dai giovani, moderata dalla giornalista Simona Scioni, introduce un’altra prospettiva ancora: quella della conoscenza come entusiasmo, come accessibilità, come possibilità di comprendere il mondo attraverso la meraviglia. Schettini porta nel Festival l’idea che il sapere non sia un recinto, ma un campo aperto, e che ogni ragazza e ogni ragazzo possa trovare nella scienza un modo per orientarsi. È un contributo che parla direttamente al futuro, alla necessità di formare menti curiose, capaci di leggere la complessità senza paura. Il suo approccio incarna perfettamente l’idea di educazione come semina.

Infine, il concerto del Maestro Luca Piana restituisce al Festival la dimensione dell’armonia, della misura, dell’ascolto reciproco. La musica, come il pane, è un bene condiviso: nasce da mani diverse, da strumenti diversi, ma vive solo se qualcuno la accoglie. È un modo per chiudere il percorso ricordando che il pensiero non è solo ragionamento, ma anche sensibilità, vibrazione, risonanza.

In questo intreccio di voci, discipline e linguaggi, il Festival compone un’unica grande narrazione: quella di un borgo che sceglie di seminare pensiero per raccogliere futuro, e che affida a ogni ospite un seme diverso, ma parte della stessa terra.

Viallaurbana_Festival_Trigu programma

Il programma

Il pensiero di Antioco Zucca

Antioco Zucca rappresenta una figura di spicco nella filosofia e nel pensiero critico in Sardegna, con un’eredità che merita di essere esplorata e celebrata. Sviluppò un pensiero fortemente influenzato dal positivismo novecentesco italiano e dalla volontà di spiegare scientificamente l’esistenza. La sua riflessione filosofica si concentrò sulla ricerca della verità, con un marcato interesse per il concetto di infinito, che affrontò nel suo primo lavoro, L’Uomo e l’Infinito (1894). L’esplorazione nell’infinito concentrata sia quale categoria astratta, sia come elemento centrale nella comprensione dell’essere umano e della realtà. Per Zucca, l’infinito non è un’entità assoluta e trascendente, ma un orizzonte in continua espansione, legato al progresso scientifico e alla capacità umana di affinare gli strumenti di indagine.

La sua riflessione filosofica, libera da influenze ideologiche o giuridiche, si concentra sulla scienza e sulla conoscenza, affrontando il concetto di infinito con un approccio critico e poetico. Il suo orientamento speculativo, sebbene radicato in un rigoroso metodo scientifico, mostrava una tensione verso il superamento dei limiti imposti dalla conoscenza, con l’intento di sondare le profondità dell’esistenza e del pensiero. Il suo ateismo e il suo anticlericalismo si inseriscono in questa prospettiva: il rifiuto di spiegazioni dogmatiche, la preferenza di un’indagine razionale dell’universo e della condizione umana. L’eredità intellettuale è oggi conservata presso l’Archivio Storico Comunale di Oristano, dove si possono consultare le sue opere e i suoi studi filosofici.

 

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