Caldo nelle aule, il CNDDU: “Gli esami non diventino una prova di resistenza fisica”

Mentre migliaia di ragazzi si preparano agli Esami di Stato, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani lancia un allarme che non riguarda i programmi o le commissioni, ma le aule stesse.
Aule dove, in queste settimane, il termometro supera spesso i trenta gradi. Aule dove si sono già registrati svenimenti e malori tra gli studenti.
“Gli Esami di Stato costituiscono una tappa fondamentale nel percorso formativo e umano delle giovani generazioni”, scrive il CNDDU in una nota. “Essi richiedono condizioni ambientali che garantiscano serenità, concentrazione, lucidità e benessere psicofisico”. Sostenere le prove in ambienti surriscaldati, avverte il Coordinamento, rischia di compromettere “non soltanto la salute degli studenti, ma anche il principio di equità che dovrebbe presiedere a ogni processo valutativo”.
La denuncia non nasce da un’emergenza improvvisa. Da anni il CNDDU solleva il tema dell’adattamento climatico delle scuole italiane, sottolineando come il cambiamento del clima stia modificando in profondità le condizioni in cui si realizza il diritto all’istruzione. Quel che una volta si poteva considerare un’ondata di calore eccezionale è oggi un fenomeno strutturale. E la scuola, secondo il Coordinamento, non può continuare a farsi trovare impreparata.
Per questo il presidente del CNDDU, prof. Romano Pesavento, ha deciso di rivolgersi direttamente al ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. La richiesta è chiara: un intervento nazionale straordinario per garantire condizioni adeguate durante gli esami e, più in generale, per tutto l’anno scolastico.
Il Coordinamento chiede di “avviare un confronto immediato con gli enti locali, responsabili dell’edilizia scolastica, e con le rappresentanze del mondo della scuola per definire un piano pluriennale di adeguamento degli edifici alle nuove condizioni climatiche”. Tra gli interventi indicati: sistemi di raffrescamento sostenibili, schermature solari, efficientamento energetico e monitoraggio costante delle temperature.
Viene inoltre suggerita la possibilità di valutare, nei casi più critici, “misure organizzative straordinarie” che consentano lo svolgimento degli esami in condizioni compatibili con la tutela della salute.
Il messaggio finale del CNDDU ha il tono di un principio irrinunciabile: “Il diritto allo studio non può essere disgiunto dal diritto alla salute. Entrambi trovano fondamento nella Costituzione italiana e rappresentano pilastri essenziali di una società democratica e inclusiva”. E aggiunge: “Una scuola che educa ai diritti umani deve essere essa stessa il primo luogo in cui tali diritti vengono concretamente garantiti”.
L’auspicio è che l’allarme di queste settimane non resti confinato alle cronache locali. “Gli Esami di Stato, simbolo di crescita e di passaggio verso nuove responsabilità, non possono trasformarsi in una prova di resistenza fisica al caldo”, conclude il presidente Pesavento. Parole che suonano come un invito a prendere sul serio, prima che sia troppo tardi, il clima che cambia dentro e fuori le scuole.
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