Nuova rimodulazione del Pnrr per circa 2 miliardi, misure anche per l’energia
Arriva una nuova rimodulazione del Pnrr per circa 2 miliardi. E’ quanto si apprende dopo la cabina di regia che si è appena conclusa a Palazzo Chigi. Le spese riprogrammate, sempre secondo quanto si apprende, farebbero capo a Mit, Masaf e Mise e andrebbero a sostegno dell’efficientamento energetico dell’edilizia residenziale pubblica, delle comunità energetiche, delle Pmi per l’autoproduzione di energia, per l’acquisto di nuovi treni elettrici e per incrementare gli incentivi alle imprese di Transizione 5.0.
Nel suo intervento in audizione in Senato sugli aspetti operativi relativi alla fase finale del Piano nazionale di ripresa e resilienza, il ministro per gli Affari europei, ha spiegato che dopo la nuova comunicazione in cui la commissione Ue il 4 maggio 2026 in cui evidenziava le possibilità per raggiungere gli obiettivi di fine piano, «noi abbiamo predisposto 90 revisioni di ordine meramente tecnico su semplificazioni per le pubbliche amministrazioni centrali e periferiche e abbiamo fatto una rimodulazione finanziaria per circa 2,1 miliardi».
In particolare Foti ha ricordato che sono stati tolti in totale 1,290 milioni al Mit; il Masaf ridotto di 12 milioni di euro la voce meccanizzazione e di 158 milioni quella relativa al parco agrisolare perché erano programmi non coerenti con le tempistiche del piano; il Mase ha riprogrammato circa 232 milioni di euro derivanti da una riduzione di 33 milioni per le colonnine elettriche, 73 milioni per investimento fognature e depurazione, 100 milioni di agrivoltaico e 26 milioni per investimento nell’approvvigionamento sostenibile delle materie prime critiche.
«Vi sono poi 500 milioni relativi al credito imposta zes che abbiamo dovuto necessariamente traslare ad altra misura al di fuori del Pnrr perché le difficolta di rendicontazione erano incompatibili con le scadenze del piano – ha spiegato ancora – e abbiamo preferito mettere la misura in sicurezza in altro modo».
Source link




