La Procura di Milano conferma il parere positivo sulla grazia a Nicole Minetti
«Dagli accertamenti svolti – scrive la Pg – risulta che i fatti riportati nelle notizie di stampa dalle quali ha tratto origine il presente supplemento di attività non corrispondono al vero e che non sono emersi fatti contrastanti con il quadro probatorio già acquisito ed in base al quale sono state assunte le determinazioni da parte delle Autorità competenti nell’iter procedimentale per la concessione della grazia».
La relazione con cui è stato, in pratica, confermato il parere positivo alla grazia che fu concessa il 18 febbraio, e i nuovi documenti acquisiti sono ora sul tavolo del Ministero, che poi dovrebbe trasmettere una propria relazione alla Presidenza della Repubblica.
Per il 12 giugno, intanto, è fissata al Tribunale di Sorveglianza di Milano un’udienza per Minetti, coi legali Emanuele Fisicaro e Antonella Calcaterra. Udienza che dovrebbe, in sostanza, certificare la cancellazione della pena da eseguire in affidamento dopo la grazia riconosciuta quasi quattro mesi fa.
Nella lunga nota la Procura generale di Milano ricostruisce tutto il percorso con cui si è arrivati ai nuovi accertamenti delegati ai Carabinieri e all’Interpol «per controllare la verità del contenuto delle notizie di stampa originariamente apparse su un quotidiano (‘II Fatto Quotidianò), nonché per verificare le ulteriori notizie successivamente pubblicate».
La Pg fa presente che nel procedimento che aveva portato alla grazia – con domanda dei legali di Minetti presentata al Ministero – l’Ufficio diretto da Nanni si è attenuto «ai principi affermati dalla Corte Costituzionale».
Sulla base delle indicazioni del Ministero, la Procura Generale ha «disposto le verifiche richieste con riferimento a tutti i punti indicati nella trasmissione degli atti da parte del Ministero e, una volta esauriti gli accertamenti, ha formulato le proprie osservazioni e trasmesso al Ministero della Giustizia il fascicolo contenente tutta la documentazione acquisita».
Successivamente «a tale adempimento, le Autorità competenti nel procedimento di grazia hanno esercitato le rispettive attribuzioni». Il procedimento è stato così «definito con decreto del Presidente della Repubblica» di concessione della grazia.
Poi, «a seguito del contenuto di notizie di stampa, il Presidente della Repubblica ha invitato il Ministro della Giustizia ad acquisire con urgenza le necessarie informazioni idonee a riscontrare la fondatezza del contenuto di dette notizie ed il Ministro ha autorizzato la Procura Generale, a sua volta richiedente l’autorizzazione a svolgere accertamenti in tale direzione, a procedere alle verifiche in questione».
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