Società

Tania Mazzoleni spiega il Dress Emotional Code, l’upgrade dell’armocromia: «Quando ci si veste, la domanda da porsi ora non è più “cosa mi sta bene?”, ma “cosa mi fa stare bene?”»

Tania Mazzoleni.

«Siamo abituati a leggere l’abbigliamento in modo superficiale: elegante, casual, trendy, minimal. Il Dress Emotional Code, invece, osserva il modo in cui emozioni, corpo e identità si manifestano attraverso l’abito perché ogni persona costruisce inconsapevolmente un proprio codice visivo. Un capo, infatti, modifica postura, energia, movimento, percezione di sé e relazione con gli altri. Da qui nasce anche il mio concetto di couture mentale: l’idea che il look non lavori soltanto sul corpo ma sulla mente come una sorta di architettura emotiva indossabile», spiega Mazzoleni.

Il Dress Emotional Code, dunque, è una risposta di stile per chi è alla ricerca di un equilibrio in questa società frenetica che chiede sempre di più in tempi di performance?
«Mai come oggi le persone si sentono scollegate dalla propria immagine. Il mio metodo nasce da questo mismatch identitario, quando ciò che indossi non racconta più chi sei ed è costruito attorno ad una sorta di Ikigai (termine giapponese che può essere tradotto letteralmente come scopo, ragione di vita, ndr.) a quattro petali da cui derivano gli altrettanti codici emozionali che mettiamo in atto ogni volta che ci vestiamo, spesso senza rendercene conto.

Cortisol dressing: cos’è e perché adesso ne abbiamo un «disperato bisogno»

Bye bye dopamine, questo è il momento del cortisol dressing, tendenza tra moda e benessere, popolare sui social, che consiste nello scegliere abiti pensati in palette delicate e tessuti morbidi capaci di ridurre i livelli di stress e facilitare una sensazione di calma e comfort fisico. E chi dice di non averne bisogno, mente

Arrow

Cortisol dressing

Quali sono questi codici?
«C’è quello Emotivo, quando ci vestiamo per sentire sicurezza, protezione, energia, coraggio; quello Espressivo, quando l’abito racconta identità e personalità; l’Armonico, quando usiamo inconsapevolmente colori, forme e texture per riequilibrarci e quello Strategico, quando ci vestiamo per funzionare meglio in un contesto, sentirci credibili, autorevoli. La parte interessante è proprio scoprire quale codice domina le nostre scelte. Per questo parto dalla persona e non dall’armadio perché dietro un “non so cosa mettermi” molto spesso non c’è un problema di stile ma qualcosa che chiede di essere ascoltato, compreso e riallineato».


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »