ha formato la comunità”, la proposta di un ex studente del Vico

Carisma e cultura senza pari, una figura inconfondibile e un tono di voce che, anche dopo decenni, risuona ancora nelle orecchie. Questo è stato, per le tante generazioni di studenti che hanno assistito alle sue lezioni, il professore Federico Leoni, docente di Storia e Filosofia al liceo classico Gianbattista Vico, venuto a mancare il 12 dicembre scorso, poche settimane prima del suo 80esimo compleanno.
Una figura che ha accesso una scintilla in così tanti adolescenti, da meritarsi un luogo dedicato nella città di Chieti. L’idea arriva da Luigi Bocola, sul finire degli anni Novanta studente del liceo classico, oggi docente di Economia alla Stanford University, in California.
Benché viva negli Stati Uniti da 18 anni, Bocola è ancora molto legato alla sua Chieti, dove torna spesso per le vacanze e dove ha sempre trovato il tempo per un caffè con il suo professore del liceo. Qualche giorno fa, in sua memoria, ha condiviso sui social un ricordo affettuoso e vivissimo di Federico Leoni.
“Ho scritto quelle righe – spiega a Chieti Today – per fermare il suo ricordo e mentre scrivevo mi è venuto in mente che sarebbe bello intitolargli un luogo, magari proprio largo G.B. Vico, per farlo diventare parte della città. Le città non sono solo strade e palazzi, ma sono anche le persone che hanno lasciato un segno. E il professor Leoni lo ha fatto: persone come lui mandano avanti la comunità, formano menti, accendono cervelli”.
“Sarebbe bello – ha scritto Bocola nel suo ricordo – se la città di Chieti avesse il coraggio di un gesto semplice e rivoluzionario: riconoscere le persone che l’hanno resa migliore”. E migliore, stando al suo racconto, il docente di Storia e Filosofia contribuì a rendere anche quell’adolescente, oggi professore dall’altra parte del mondo, che nella seconda metà degli anni Novanta sedeva nella scuola di corso Marrucino un po’ svogliato e distratto.
“Lo ricordo – racconta – non solo come uno dei migliori insegnanti che ho avuto la fortuna di incontrare negli anni, ma soprattutto come la persona che mi ha acceso il cervello”. Severo, a tratti brusco, del professor Leoni, come lo ricorda l’ex allievo, “avevamo tutti molto rispetto. Ed anche un po’ paura. Un po’ per quella voce forte e nitida, e per quella abilità di abbassare gli occhiali, pescarti gli occhi e guardarti dentro. Un po’ perché le sue lezioni erano, per tutti, un piccolo evento. Quindi, nelle ore di storia e filosofia generalmente si stava in silenzio e si cercava di prestare attenzione”.
Un’attenzione spesso calante, fino a una lezione che segna un punto di rottura in positivo e cambia radicalmente il destino di quell’adolescente teatino del millennio scorso: “Con il cervello finalmente acceso, gli ultimi due anni in classe del professor Leoni sono stati un privilegio”, ricorda Luigi Bocola. Le lezioni di Leoni diventano così una finestra sul mondo, la miccia per una curiosità crescente, accendono l’amore per la lettura e, piano piano, mostrano a quel ragazzino che strada dare alla propria formazione.
Una testimonianza, la sua, condivisa dagli amici del liceo e da numerosi ex alunni, di diverse generazioni, che dopo la morte del professor Leoni ne hanno ricordato l’impatto sulla formazione, la vita e la carriera.
Da qui, l’idea di ricordarlo in maniera tangibile, per raccontare a tutti quanto sia stato rilevante per i liceali di Chieti. “So che non è stato così importante solo per me, ma che tanti hanno avuto esperienze simili alla mia – dice Luigi Bocola – ed è significativo che, a distanza di 30 anni, la gente ancora ricordi la sua voce, come molti mi hanno confermato: è indubbiamente una persona che ha lasciato il segno. Sarei felice di aiutare, per quello che posso fare dagli Stati Uniti, se si creasse un gruppo di persone che faccia partire un’iniziativa dal basso, per riuscire a intitolargli uno spazio”.
La norma, al momento, stabilisce che non è possibile intitolare luoghi a persone decedute da meno di 10 anni, sebbene sia possibile una deroga per meriti eccezionali, su cui deve pronunciarsi il ministero dell’Interno.
Attualmente, in programma c’è l’intitolazione al professor Leoni della biblioteca del liceo classico Vico, che organizzerà anche altre iniziative per commemorarlo. Ma è significativo che la voglia di omaggiare Federico Leoni sia stata concepita “dal basso”, da parte chi lo ha incrociato diversi decenni fa e ancora lo ricorda come il grimaldello che ha fatto sorgere la passione per la cultura.
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