Rizzetta: «Ho grandi idee per riportare in alto la Reggina»
Dalla visione internazionale al legame con il territorio, Matt Rizzetta guarda alla Reggina con ambizione e progettualità. L’imprenditore italo-americano, intervenendo direttamente da New York, racconta idee, obiettivi e strategie che potrebbero aprire una nuova fase per il club amaranto, sempre più orientato verso un modello moderno e sostenibile. In questa intervista, parla del futuro della società, del rapporto con la città e delle prospettive di una Reggina “a stelle e strisce”.
Può indicare a che punto sia la trattativa con Ballarino?
«Naturalmente ci sono vincoli di riservatezza che vanno rispettati, ma le negoziazioni sembrano essere a buon punto e le intenzioni tra le parti appaiono ormai allineate. Nei prossimi giorni lavoreremo a un preaccordo, cui seguiranno la fase di due diligence, il passaggio notarile e la possibile chiusura dell’operazione in tempi rapidi. Resta comunque massima prudenza: mancano ancora alcuni dettagli da definire e, proprio per questo, non voglio creare aspettative o promettere nulla prima della conclusione definitiva».
Come mai avete deciso di puntare sulla Reggina?
«Da cinque anni sono presidente e azionista di maggioranza del Campobasso, club che ho rilevato dall’Eccellenza riportandolo fino alla Serie C, sfiorando, nella scorsa stagione, anche la promozione in B. In questo percorso mi sono affezionato al popolo molisano, ma allo stesso tempo ho sempre mantenuto un rapporto molto forte con Reggio Calabria e con le mie radici calabresi. La Reggina, per storia, tradizione e passione della sua tifoseria, è sempre stata una delle pochissime squadre che avrei preso in considerazione. Qualora l’acquisizione dovesse andare a buon fine, l’obiettivo sarebbe quello di restituire dignità calcistica a una città che considero tra le più belle e passionali d’Italia».
Tra i suoi collaboratori ci sarà anche il duo Fracchiolla-Maiolo?
«Posso rivelare di avere avviato tanti contatti e che la scelta dei collaboratori non dipenderà soltanto dalle capacità tecniche. Per me saranno fondamentali soprattutto fame, ambizione e la volontà di riportare dignità calcistica e una cultura vincente a una piazza importante come quella reggina».
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