«Così ho aiutato a salvare il mio amico»
FANO – Il cellulare ha iniziato a squillare nella serata di venerdì scorso, alle 20.19. Un suono inconfondibile, quello dell’allerta per un sospetto caso di arresto cardiaco.
«Ho accettato la chiamata, mi sono attivato subito ed è così che ho contribuito a salvare la vita di un mio amico. Adesso sono ancora più felice, perché ho saputo che la tempestività del soccorso ha evitato eventuali danni neurologici».
È il racconto, emozionato, del calcinellese F.M., impiegato sessantenne. Un cittadino soccorritore (in termini tecnici: first responder) che nella serata di venerdì scorso è intervenuto per primo al distributore Tamoil, a Calcinelli di Colli al Metauro, dove una persona sulla sessantina era riversa a terra, in arresto cardiaco. È una storia di volontariato, di coraggio, di dedizione al prossimo e al bene comune, di un’azione ad altissimo carico emotivo. È, però, anche una storia che racconta come il servizio pubblico dell’emergenza sia riuscito a concentrare le forze con la massima rapidità, dove ce n’era bisogno. Due cittadini soccorritori sono arrivati nel giro di qualche minuto, precedendo di un nonnulla l’ambulanza infermieristica partita dalla postazione Potes a Calcinelli, a cui si è poi aggiunto un altro mezzo del 118, con il medico a bordo, proveniente da Fano.
«L’allerta segnalava un’emergenza a tre minuti di distanza da casa mia, ho preso l’automobile e seguito il navigatore per arrivare a destinazione. Poco dopo è sopraggiunta G.L., che conosco perché siamo entrambi volontari della Croce Rossa. Stavamo per metterci all’opera, ma proprio in quel momento è arrivata l’ambulanza della Potes a Calcinelli e gli infermieri hanno iniziato la rianimazione. Noi due siamo rimasti ad aiutare, anche alternandoci al massaggio cardiaco. La rianimazione è andata avanti per circa mezz’ora, nel frattempo ci aveva raggiunto l’ambulanza medicalizzata da Fano. Ero così concentrato e così carico di adrenalina, da accorgermi solo dopo qualche minuto che stavo prestando soccorso a un compagno di scuola».
Il cinquantanovenne colto da malore (M.S. le iniziali) è stato trasportato all’emodinamica dell’ospedale San Salvatore a Pesaro, dov’è stato sottoposto ad angioplastica per riaprire l’arteria occlusa. L’indomani buone notizie: l’uomo sta reagendo bene. Era crollato al suolo mentre cercava di far ripartire l’automobile della figlia, in panne dopo il rifornimento al distributore. Ma qual è il ruolo di un cittadino soccorritore?
L’iniziativa della Regione
È un volontario che ha installato l’applicazione Dae Marche, un’iniziativa gratuita della Regione. Indica dove si trovi la persona in arresto cardiaco, quale sia la distanza dal possibile soccorritore volontario e dove sia il defibrillatore più vicino. Chi accetta la chiamata, può orientarsi ricorrendo al navigatore fornito dall’app. Chiunque la può installare. Consigliato, ma non obbligatorio, frequentare un corso sulle manovre di rianimazione e sull’uso del defibrillatore. «Il mio auspicio – conclude F.M. – è che siano sempre più numerosi coloro che si registrano. L’app Dae Marche è un valore aggiunto, più siamo e maggiore è la possibilità di interventi tempestivi in caso di arresto cardiaco».




