Bolzano e Trento centri di riferimento per casi sospetti di Ebola – Cronaca
BOLZANO. Sono gli ospedali di Bolzano e Trento i centri di riferimento per eventuali casi sospetti di Ebola in Trentino Alto Adige. Come previsto dalla circolare del ministero della Salute del 29 maggio le due Province autonome hanno indicato per Bolzano il Servizio di malattie infettive e tropicali dell’Ospedale centrale di Bolzano, guidato dalla primaria Elke Maria Erne, e Trento il reparto di malattie infettive del Ospedale Santa Chiara. L’aeroporto di Fiumicino funge invece come hub sanitario nazionale, mentre il centro nazionale è l’ospedale Spallanzani di Roma.
La circolare del ministero della Salute: 5 livelli di rischio e centri di riferimento nelle regioni.
L’ordinanza firmata dal ministro della Salute, Orazio Schillaci, e la circolare con le misure applicative prevedono che chiunque arrivi in Italia dai due Paesi “direttamente o indirettamente” e “con qualsiasi mezzo” sia tenuto a dichiarare entro 24 ore la provenienza da quelle zone nei 21 giorni precedenti, ossia nel periodo di incubazione del virus. In particolare, sono cinque i livelli di rischio indicati nella circolare, stabiliti sulla base del tipo di esposizione dei viaggiatori nei 21 giorni precedenti (ad alto rischio e non ad alto rischio) e delle presenza o meno di sintomi. I livelli vanno da molto basso a basso, moderato, alto e molto alto. Nei livelli più bassi confluiscono tutti gli asintomatici che non sono stati in un’area di attenzione e non riferiscono una potenziale esposizione (raggiungibili dalla Asl per 21 giorni) e gli asintomatici che non sono stati in un’area di attenzione ma che riferiscono una o più esposizioni non ad alto rischio. Per questi ultimi scatta l’automonitoraggio quotidiano, la misurazione della temperatura e almeno una verifica dal Dipartimento di Prevenzione.
Negativo il test del paziente rientrato in Sardegna dal Congo.
E’ negativo intanto il test del paziente rientrato ieri in Sardegna dal Congo. Lo rende noto il ministero della Salute, per il quale “il rischio in Italia resta molto basso”.Le analisi sono state condotte dallo Spallanzani.
Il paziente è rientrato in Italia sabato 30 maggio e ieri, dopo aver accusato alcuni sintomi, ha chiamato il 118 ed è stato portato in biocontenimento all’ospedale Santissima Trinità di Cagliari per i necessari accertamenti diagnostici, così come previsto dai protocolli vigenti. Il ministero resta in contatto con le autorità sanitarie della Sardegna.




