Società

Tornare a casa in sicurezza e con un’auto gratuita se c’è pericolo. Laura De Dilectis di DonneXStrada: «Sono stati fatti ancora troppo pochi passi concreti per rendere le città più sicure per le donne»

La prima iniziativa concreta era stata quella di fare dirette Instagram con chiunque cercasse qualcuno con cui compiere un determinato tragitto a piedi o con i mezzi pubblici, sentendosi meno solo. A quella nel corso del tempo se ne sono aggiunte molte altre, come la realizzazione dei Punti Viola, presidi urbani nei quali chi si sente in pericolo può rifugiarsi, e il lancio dell’app Viola Walk Home, che più o meno come faceva Instagram offre supporto via videochiamata e chat a chi rientra a casa in solitaria, dalle studentesse alle lavoratrici. Sono le iniziative dell’associazione DonneXStrada, nata nel 2021, per provare a contrastare il problema della sicurezza nelle spazi pubblici.

Un aiuto a distanza preziosissimo che da alcuni mesi si è fatto ancora più performante grazie alla collaborazione tra Viola e Uber. «Il tema della sicurezza in strada si lega molto a quello dei trasporti. Chi non dispone di un mezzo proprio come l’auto non sempre ha la disponibilità economica per chiamare un Uber o un taxi e questo fa diventare il rientro verso la propria abitazione molto meno sereno e potenzialmente pericoloso. Così alla fine del 2025 ho pensato a cosa fare di concreto per ovviare al problema e pochi mesi dopo è nato questo progetto, grazie alla disponibilità di un partner che da subito si è dimostrato in linea con i nostri valori e ben disposto ad aiutarci», spiega la founder e vicepresidente dell’associazione, Laura De Dilectis.

Come funziona

In concreto il servizio funziona così: quando una persona richiede una videochiamata con Viola, un’operatrice si collega con lei affiancandola fino a destinazione. Se la situazione è gestibile in questo modo benissimo, altrimenti, in caso l’operatrice lo ritiene opportuno, le manda gratuitamente un’auto Uber, che la accompagni a casa o nel luogo sicuro indicato.

Non è chi usufruisce al servizio – che potrebbe sottovalutare la situazione o avere remore nell’esporre preoccupazione – a chiedere il passaggio, ma chi lo offre. «Non è necessario che la situazione sia di pericolo dichiarato, a volte mandiamo un’auto anche solo se la persona è particolarmente in ansia o il tragitto che deve compiere è molto buio o lungo».

Il servizio è attivo da febbraio 2026 e da allora le richieste di corse Uber tramite Viola sono aumentate del 40%. La maggior parte si concentra nel weekend, in particolare il venerdì e il sabato sera, e il 95% avviene tra le 20.00 e le 2.00 del mattino, quando le città dormono e la percezione del pericolo, oltre al pericolo stesso, aumenta. La partnership è attiva in tutta Italia e a renderla particolarmente vincente è anche la rapidità di erogazione: il tempo medio tra l’attivazione del supporto e la richiesta della corsa, infatti, è di circa 1 minuto e l’arrivo dell’auto spesso non supera i tre. «La libertà di movimento, cioè la possibilità di andare da un punto A a un punto B, non può dirsi pienamente realizzata se non si viene messi nella condizione di farlo senza sentirsi in pericolo. Per Uber questo significa usare la tecnologia non solo per semplificare gli spostamenti, ma anche per contribuire a costruire città più sicure e vicine ai bisogni reali delle persone», sottolinea Davide Archetti, General Manager per il Sud Europa di Uber.


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