Aggressione assistenti amministrativi, versione parziale e strumentale

Riceviamo e pubblichiamo una lettera firmata da “docenti e il personale Ata dell’I.C. Sant’Elia – Commenda di Brindisi”, sulla vicenda raccontata in questo articolo. Nella missiva, oltre a questa dicitura, non sono apposte le singole firme, dunque non è dato sapere se corrisponda al pensiero di tutto il corpo docente e di tutto il personale Ata.
Noi docenti e personale Ata dell’Istituto Comprensivo Sant’Elia – Commenda di Brindisi sentiamo il dovere di intervenire pubblicamente in seguito alle gravi affermazioni diffuse, a mezzo stampa, dal sindacato Cobas sulla nostra scuola e sulla nostra dirigente scolastica.
Non possiamo restare in silenzio di fronte a una ricostruzione dei fatti che riteniamo parziale e strumentale, e che rischia di gettare un’ombra ingiusta su un’istituzione scolastica che ogni giorno, nella concretezza del lavoro educativo, dimostra ben altro.
Esprimiamo totale e incondizionata solidarietà alla dirigente scolastica, ingiustamente e pesantemente accusata in seguito ai recenti episodi avvenuti all’interno dell’istituto. Chiunque conosca il valore dell’impegno profuso quotidianamente nella scuola sa quanto sia complesso e delicato il ruolo di un dirigente, specialmente in quartieri che richiedono una presenza educativa e istituzionale forte. Lanciare accuse pubbliche e infamanti non solo lede gravemente l’onorabilità personale e professionale della Preside, ma rischia anche di delegittimare l’intera figura del dirigente Scolastico e di gettare un’ombra ingiusta sul lavoro di tutta la comunità educante.
Chi vive quotidianamente l’I.C. Sant’Elia – Commenda sa che questa è una scuola serena, dinamica e profondamente orientata al benessere degli alunni e del personale. Sono anni che i docenti lavorano in un ambiente collaborativo, in cui l’ascolto, il dialogo e la progettualità condivisa sono la norma, non l’eccezione. Le aule e gli uffici della scuola dovrebbero rimanere luoghi di dialogo, rispetto reciproco e collaborazione.
La dirigente, dal suo arrivo, con mitezza, equilibrio e disponibilità al dialogo, si è messa in ascolto del personale docente e non, ha rispettato l’identità dell’istituto e ha lavorato con dedizione per garantire il buon funzionamento della scuola, pur trovandosi a gestire difficoltà di natura amministrativa che precedono il suo arrivo.
Chi la conosce sa che il suo tratto distintivo è proprio la calma, la misura nel parlare e il rispetto profondo per ogni persona con cui si relaziona. Sappiamo come parla, come ascolta, come gestisce le difficoltà. E possiamo affermare con piena responsabilità che la persona descritta nel comunicato Cobas – capace di un’aggressione verbale e psicologica così violenta da richiedere il 118 – non corrisponde in alcun modo alla dirigente che lavora ogni giorno al nostro fianco.
Accusare chi è qui da pochi mesi di aver generato un “clima di forte tensione” significa ignorare deliberatamente una storia più lunga e più complessa, che non è compito di questa lettera raccontare nei dettagli. Quello che possiamo affermare con certezza è che, nei confronti del corpo docente, del personale Ata e degli alunni, la Dirigente ha sempre dimostrato rispetto e correttezza.
Le legittime rivendicazioni lavorative o le eventuali divergenze di natura amministrativa non possono e non devono mai trasformarsi in strumenti di pressione mediatica o in attacchi personali contro chi ha la responsabilità di guidare l’istituto. La verità dei fatti e la correttezza dell’operato della dirigente emergeranno chiaramente nelle sedi opportune
Desideriamo, infine, spendere alcune parole per il nostro Dsga (direttore dei servizi generali e amministrativi, ndr) facente funzione del quale il comunicato stampa del 29 maggio, offre un ritratto assolutamente non veritiero. Le accuse contenute in esso ci sembrano profondamente ingiuste e lontane dalla realtà che abbiamo vissuto.
Subentrato nel corso dell’anno scolastico in una situazione amministrativa non priva di complessità, il Dsga ha saputo inserirsi con professionalità e spirito di servizio, dimostrando da subito una disponibilità concreta e quotidiana nei confronti di tutto il personale docente.
Che si trattasse di reperire materiali, supportare l’organizzazione di progetti didattici o rispondere alle mille necessità pratiche che la vita scolastica genera ogni giorno, il Dsga facente funzione non si è mai sottratto. La sua dedizione e la sua efficienza hanno rappresentato un punto di riferimento prezioso per chi lavora in aula, e il corpo docente ne è pienamente testimone.
Comprendiamo il ruolo dei sindacati nella tutela dei lavoratori. Ma riteniamo che la diffusione di comunicati attraverso la stampa, prima ancora che qualsiasi indagine accerti i fatti, danneggi l’immagine della scuola, alimenti divisioni e non aiuti nessuno.
Invitiamo chiunque voglia conoscere la realtà dell’I.C. Sant’Elia – Commenda a venirla a visitare, a parlare con gli insegnanti, a incontrare i ragazzi. Troverà una comunità educante coesa, orgogliosa del proprio lavoro, e una scuola che vale la pena difendere.
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