Donne e tempo libero: il divario si allarga nei giorni festivi, il lavoro di cura pesa una volta e mezzo

Se esiste un capitolo in cui le disuguaglianze di genere restano ostinate come non mai, è quello della distribuzione del tempo libero.
Il rapporto Istat lo documenta con due numeri secchi: nei giorni festivi le donne hanno 42 minuti in meno degli uomini, 4 ore e 28 minuti contro 5 ore e 10 minuti. Uno svantaggio che in termini percentuali tocca il 13,5%, in netto peggioramento rispetto ai giorni feriali, dove il distacco è di 19 minuti.
Da dove viene questo divario? Non certo dalla pigrizia femminile. Il rapporto mostra che le donne dedicano al lavoro domestico e di cura familiare una volta e mezza il tempo degli uomini: 3 ore e 52 minuti contro 2 ore e 35 minuti. È una montagna di minuti che si sottrae al riposo, alla lettura, a una passeggiata o semplicemente a non fare niente. La distribuzione delle responsabilità tra uomini e donne, insomma, resta profondamente asimmetrica, e il tempo libero ne paga le conseguenze.
La differenza si amplia ulteriormente nella fascia 25-44 anni, quella in cui di solito si fanno i conti con figli piccoli, mutui e carriere ancora non stabilizzate. Qui gli uomini hanno circa 50 minuti in più di tempo libero al giorno durante i festivi. Una forbice che, moltiplicata per i weekend dell’anno, produce un vantaggio maschile di decine di ore.
Non stupisce, allora, che la soddisfazione per la qualità del tempo libero veda gli uomini nettamente avanti: 74,1% contro 68,9% delle donne. Sulla quantità, invece, i due generi si allineano. Come a dire: le donne hanno meno tempo libero ma non lo vivono peggio degli uomini? Probabilmente no. La spiegazione più realistica è che le donne, costrette a ritagliarsi spazi più piccoli e più frammentati, imparino ad accontentarsi di ciò che riescono a strappare alla routine domestica. Non è un trionfo dell’adattamento, è un segnale di quanto il carico di cura sia ancora percepito come naturale, e quindi non negoziabile.
A livello territoriale la situazione migliora solo in parte. La struttura della giornata femminile cambia sensibilmente tra Centro-Nord e Mezzogiorno, con le donne del Sud che combinano più lavoro domestico e meno lavoro retribuito rispetto alle colleghe settentrionali. Gli uomini, invece, hanno routine più uniformi sull’intero territorio nazionale. Il che suggerisce che a modificare gli equilibri non siano tanto le singole scelte di coppia, quanto le opportunità occupazionali del contesto in cui si vive.
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