Liguria

Uccise la madre con 13 coltellate, la perizia psichiatrica: “Fabio Fibrini è semi infermo di mente”


Genova. Fabio Fibrini, il 52enne accusato di aver ucciso la madre, Maria Marchetti con 13 coltellate, è semi infermo di mente. A stabilirlo la perizia psichiatrica affidata dalla gip Angela Nutini al medico legale Maurizio Balestrino, che insieme al consulente di parte, lo psichiatra Pietro Ciliberti, nominato dagli avvocati di Fibrini Roberta Barbanera e Giorgio Zunino, ha effettuato diversi incontri e diversi test prima di depositare la relazione.

La perizia medico legale sarà discussa nell’udienza fissata il prossimo 4 giugno. Per il consulente della giudice Fibrini è al momento socialmente pericoloso e ha nel contempo “una grande fragilità” che ancora oggi non gli consente di rendersi conto appieno del delitto che ha commesso.

I difensori del 52enne che era stato per circa un mese nel reparto psichiatrico del San Martino per essere poi trasferito nel carcere di Marassi, hanno sempre sottolineato questa sorta di negazione del delitto, diventata per lui una vera e propria amnesia. Il pm Luca Scorza Azzarà e il fratello dell’assassino, e figlio della vittima, Maria Marchetti, 86 anni, non hanno affidato un incarico a un proprio consulente. L’udienza davanti alla giudice sarà quindi piuttosto semplice anche se gli avvocati di Fibrini non escludono di insistere sull’infermità totale di mente.

In ogni caso il 52enne dopo il rinvio a giudizio dovrà affrontare un processo davanti alla Corte d’assise, presieduta dal giudice Massimo Cusatti perché il reato di omicidio volontario è aggravato dal legame famigliare. Non è quindi possibile chiedere un rito alternativo – così come era accaduto per Alberto Scagni, anche lui giudicato semi-infermo e condannato poi a 24 anni.

In questo caso manca l’aggravante della premeditazione e la condanna potrebbe essere più bassa. La semi-infermità consente di accedere a uno sconto di pena fino a un terzo, che deve essere però bilanciata dall’aggravante di aver ucciso la madre, una diretta congiunta. Se all’esito del processo venisse confermata la pericolosità sociale, dopo la condanna Fibrini dovrà essere trasferito in una Rems (residenza per l’esecuzione delle misure giudiziarie).

L’uomo era da tempo in cura per un disturbo bipolare. Era rimasto a vivere con i genitori prima che il papà venisse trasferito in una struttura. A quel punto era rimasto solo con la mamma a cui faceva la spesa e che accompagnava in auto durante le visite al padre. Un anno e mezzo fa era stato ricoverato in tso per aver minacciato gesti autolesionistici.

A scoprire il delitto, avvenuto in via San Felice a Molassana, era stato l’altro figlio della donna dopo che alcune amiche l’avevano allertate per non essere riuscite a mettersi in contatto con lei. Lui aveva aperto la porta sporco di sangue. In soggiorno il coltello da sub che aveva utilizzato per tredici volte, nella stanza da letto la madre uccisa almeno 12 ore prima, omicidio che lui continua a negare di aver commesso.




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