Veneto

7mila in piazza per i diritti di tutti


Come l’anno scorso, Padova è tra le prime città in Italia a scendere in piazza a favore dei diritti civili e dell’orgoglio delle persone LGBTQIA+ (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer, intersessuali, asessuali e alleati). La “tempesta queer”, lo slogan del corteo di questa edizione, è partita intorno alle 18.30 di oggi, 30 maggio, da piazza de Gasperi, per poi percorrere le vie del centro, passando per le piazze, e si è conclusa nello stesso punto in cui è partita.

L’appoggio dell’Amministrazione comunale

Presenti anche alcuni rappresentanti delle istituzioni. Tra di loro, l’eurodeputato Alessandro Zan, il consigliere regionale Andrea Micalizzi, che ha parlato di una «Padova viva» e l’assessora alle Pari opportunità Margherita Colonnello, che ha ribadito l’appoggio dell’Amministrazione comunale alla manifestazione: «Marciamo convintamente a fianco del Pride perché la lotta per i diritti continua, siamo in un’epoca in cui le destre provano a tornare indietro, mettendo in discussione i diritti non solo delle persone queer, ma anche di migranti e donne. Invece da Padova diciamo no, continueremo a lottare perché i diritti sono tali solo se solo per tutti e tutte».

Il primo cittadino

Assente il sindaco Giordani, che ha comunque voluto far arrivare il proprio messaggio: «Meravigliosa partecipazione anche quest’anno ad una giornata di festa, partecipazione e rivendicazione. Padova è orgogliosa di aver aperto con sempre più energia una strada di diritti, di partità, di gentilezza. Una strada da cui non vogliamo ne possiamo tornare indietro. A qualcuno questo non va bene, noi difenderemo assieme alle persone un’idea di comunità dove tutte e tutti possono sentirsi bene, felici e protagonisti».

Le associazioni

Molte le associazioni in corteo, come Studenti Per Udu Padova. «Siamo al Pride perché oggi è una giornata di lotta, di partecipazione politica e sociale, di aggregazione, in cui possiamo esprimere liberamente la nostra identità senza vergognarci e senza barriere», ha spiegato Francesca Platini, in rappresentanza della scuola di Scienze Umane.

 


La squadra di calcio Galaxy Padova

Ha preso parte alla manifestazione anche la squadra di calcio Galaxy Padova rappresentata qui da Cristian Vallicella: «Siamo una squadra LGBTQIA+ e oggi siamo qui al Pride per portare un messaggio di uguaglianza e inclusione attraverso lo sport. Lo sport è un motivo di orgoglio perché unisce tutte le persone, senza distinzioni».

+Europa al Padova Pride per l’educazione sessuale e i diritti

Durante il Padova Pride, +Europa ha distribuito migliaia di profilattici per accendere i riflettori sull’assenza di un’educazione sessuale e affettiva nelle scuole italiane, un’iniziativa commentata dal coordinatore provinciale Alberto Ruggin, il quale ha denunciato il ritardo del Paese rispetto agli standard continentali: «Mentre in gran parte dell’Europa l’educazione sessuale è considerata uno strumento fondamentale di prevenzione, salute e consapevolezza, in Italia si approvano provvedimenti come il ddl Valditara che rischiano di ostacolare ulteriormente il confronto libero e informato su questi temi nelle scuole». Il rappresentante del partito ha poi espresso dure critiche verso la politica nazionale, ritenuta distante e indifferente di fronte alle posizioni arretrate dell’Italia nelle classifiche europee ILGA sui diritti, e ha attaccato le decisioni dell’esecutivo su temi come il reato universale per la gestazione per altri e il mancato riconoscimento delle famiglie arcobaleno e delle persone intersessuali: «Assistiamo a una stagione politica che anziché ampliare le libertà e le tutele tende a limitarle. Sono scelte che colpiscono persone reali, famiglie reali e cittadini che chiedono soltanto di vedere riconosciuta la propria dignità. Per questo oggi siamo qui. Per ricordare che i diritti non sono concessioni, ma conquiste democratiche. E che una società più libera, inclusiva e consapevole passa anche attraverso una seria educazione affettiva e sessuale, il contrasto alle discriminazioni e il pieno riconoscimento delle persone LGBTQIA+. Finché questi obiettivi non saranno raggiunti, ci sarà bisogno del Pride» conclude Ruggin.

Perché il Pride viene fatto a giugno?

Padova è tra le prime città in Italia a inaugurare ogni anno il mese del Pride, che cade a giugno in ricordo dei moti di Stonewall. Era la notte tra il 27 e il 28 giugno 1969 quando la polizia fece irruzione nello “Stonewall Inn”, bar gay nel Greenwich Village di New York, con l’intento di perquisire e arrestare i clienti. Ma quella volta la comunità LGBTQIA+ reagì, stanca di essere discriminata: nacquero scontri, arresti, ma anche una rivoluzione. Da allora il Pride ricorda al mondo che le persone LGBTQIA+ esistono e hanno diritto a vivere libere, senza paura. Un messaggio che nel 2026 dovrebbe essere scontato, ma purtroppo non lo è ancora.

Cosa significa LGBTQIA+?

LGBTQIA+ è un acronimo che sta per: lesbica, gay, bisessuale, trans, queer/questioning, intersessuale, asessuale e altre identità non binarie. Il segno “+” rappresenta tutte le soggettività che non rientrano nelle categorie esplicitamente nominate, promuovendo inclusività e rispetto per ogni identità.

Foto articolo ©Francis Turatto e Bianca Bettio


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