Società

Il paradosso del tempo libero: più ore ma meno giorni festivi, cresce la fetta di chi non è mai soddisfatto. I dati ISTAT

Nel 2024 gli italiani hanno a disposizione in media 3 ore e 23 minuti di tempo libero durante un giorno feriale.

Rispetto al 2015 l’aumento è di 14 minuti, non pochissimo se si considera la frammentazione delle giornate tipo tra lavoro, famiglia e spostamenti. La percentuale sul totale delle attività quotidiane sale così al 29,7%, due punti in più nove anni fa. Una crescita che, sulla carta, potrebbe far pensare a un generale miglioramento delle condizioni di vita.

Peccato che il tempo libero nei giorni festivi sia invece calato in termini assoluti, passando da 5 ore e 5 minuti a 4 ore e 49 minuti. La quota sul totale delle attività resta stabile intorno al 51%, ma il dato segnala un’evoluzione curiosa: si liberano minuti durante la settimana, si comprimono le domeniche e i giorni di pausa. L’Istat non si sbilancia sulle cause, ma è lecito immaginare che abbia un peso la crescente diffusione del lavoro agile e quella strana abitudine di portarsi il PC anche in vacanza.

E a proposito di lavoro: l’indagine rivela un fenomeno apparentemente contraddittorio. Da un lato, l’84,6% degli occupati considera il tempo libero e il lavoro “due cose completamente distinte”, con un aumento di 5,6 punti percentuali rispetto al 2015. Significa che sempre più persone rivendicano una separazione netta tra i due ambiti, almeno a livello di principio. Dall’altro lato, però, la quota di chi lavora concretamente fuori orario o nel tempo libero è schizzata dal 30,8% al 45,6%. Quasi uno su due, insomma, finisce per mischiare i piani, anche quando dichiarerebbe di volerli tenere separati.

La distanza tra ciò che si pensa e ciò che si fa non è mai stata così ampia. Il numero di chi porta a casa il lavoro tutte le settimane è aumentato di 4 punti percentuali, chi lo fa “qualche volta al mese” è cresciuto del 7,1%, persino chi capitava più raramente ha messo su un bel +3,6%. Tradotto: non solo si lavora di più nel tempo che sarebbe dedicato al riposo, ma lo si fa con una frequenza sempre maggiore.

Un ultimo dato mette i brividi: la percentuale di chi dichiara di non avere mai un momento libero in un normale giorno lavorativo è passata dal 4,4% al 5,9%. Sembra poco, ma in termini assoluti significa centinaia di migliaia di persone che vivono la giornata come un tunnel senza soste. Il tempo libero, per loro, è un concorso astratto.


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