Il centrodestra di Spoltore sul “no” al referendum per Nuova Pescara: “Debacle politica, cittadini ingannati”

La “cronaca di un fallimento annunciato” e “una vera e propria debacle politica e amministrativa per la maggioranza che guida Spoltore e in primis del sindaco Chiara Trulli e del presidente del consiglio comunale Lucio Matricciani”.
Questo il caustico commento di Agnese Ranghelli e Marco Della Torre, rispettivamente vicepresidente del consiglio comunale e capogruppo di “Spoltore Libera” che ha da poco annunciato l’ingresso in Fratelli d’Italia, al “no” del Tar (Tribunale amministrativo regionale) ai referendum per la Nuova Pescara che i Comuni di Spoltore e Montesilvano avevano già fissato (il primo al 14 giugno). Visto l’esito i due ora alla maggioranza di centrosinistra chiedono un’operazione trasparenza anche per giustificare l’uso delle risorse pubbliche parlando di una pervicacia operazione contro la fusione che non ha fatto altro che “ingannare i cittadini”.
Una sentenza quella del Tar che, rimarcano Ranghelli e Della Torre, “ha blindando il percorso verso il Comune unico. Come consiglieri di opposizione che hanno scelto consapevolmente di non votare l’indizione di questo nuovo referendum – precisano -, non possiamo che constatare come i nodi siano tristemente venuti al pettine e qualcuno, a questo punto, dovrà prendersi le sue responsabilità. Noi abbiamo sempre agito con senso di responsabilità e rispetto delle istituzioni, rifiutandoci di partecipare a un’operazione che appariva già da tempo priva di solido fondamento giuridico e utile solo a gettare fumo negli occhi dei cittadini”.
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“Per mesi la maggioranza ha portato avanti una narrazione ideologica, sbandierando una presunta facilità di percorso e ignorando i rilievi normativi. Oggi scopriamo – chiosano – che i cittadini sono stati illusi e ingannati: si è voluto far credere che tutto fosse possibile, stracciando di fatto la certezza del diritto e trascinando il Comune in uno scontro legale, dal quale esce pesantemente sconfitto, cercando di mostrare una tardiva ‘Spoltoresitá’ che sa tanto solo di farsa e di campagna elettorale anticipata. Non si azzera il dibattito democratico per colpa dei giudici, ma questa sentenza è il risultato diretto di una strategia politica fallimentare, che ha preferito lo scontro istituzionale al confronto concreto sulle tappe della fusione con Pescara e Montesilvano”.
“Un’ostilità aperta e preconcetta verso il progetto della Nuova Pescara che, d’altronde, viene da lontano – denunciano ancora Ranghelli e Della Torre – : già in passato la maggioranza locale ha tentato un ricorso, puntualmente bocciato nelle sedi giudiziarie. Il dato più grave è che tutta questa ostinazione ideologica è costata cara e le spese legali sono state sistematicamente caricate sulle spalle di noi spoltoresi, anche di coloro che non accettano tutto questo”. “Questa pervicacia nel voler frenare il cambiamento ha prodotto un altro effetto dannoso: l’assenza di proposte. Invece di governare il processo di fusione, la maggioranza si è arroccata sul no, omettendo di produrre rivendicazioni solide e progetti concreti, legati alle reali vocazioni e alle spettanze del territorio di Spoltore”.
“Ora che la giustizia amministrativa ha tracciato una linea chiara è il momento della trasparenza: chiediamo alla maggioranza di assumersi la piena responsabilità politica di questo stop e di spiegare alla cittadinanza perché si è scelto di investire tempo, energie e ingenti risorse pubbliche con una determina di 10mila euro solo per l’avvocato di Teramo. Percorso che si è rivelato un vicolo cieco”, ribadiscono.
“Questa maggioranza dimostra una perseveranza davvero deleteria: noi – concludono Ranghelli e Della Torre – continueremo a vigilare affinché il percorso verso la Grande Pescara tuteli gli interessi, la storia e i servizi del territorio di Spoltore, ma noi lo faremo sempre nel solco della legalità e della verità”.
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