Marche

«Le ricerche continuano». La procura aveva ipotizzato l’istigazione al suicidio


ACQUALAGNA La procura della Repubblica di Urbino ha richiesto al giudice per le indagini preliminari l’archiviazione dell’indagine per istigazione al suicidio sulla scomparsa di Riccardo Branchini. La notizia è stata comunicata mercoledì sera, nel corso della trasmissione tv “Chi l’ha visto”, da Elena Fabbri, legale della famiglia del 20enne di Acqualagna. 

Le carte giudiziarie

«Stiamo prendendo visione delle carte su tutta l’attività svolta – ha detto -. Vorrei rassicurare la famiglia che anche una richiesta così non significa che i genitori verranno lasciati soli per la ricerca di Riccardo». Nessuna decisione ancora in merito ad un’eventuale opposizione alla richiesta di archiviazione, mentre sulle motivazioni dell’iniziativa della procura, Fabbri, pur non avendo ancora visionato tutta la documentazione, si sbilancia a dire che «le indagini, che solitamente hanno una durata massima di due anni, vanno verso la chiusura perché dopo 19 mesi dalla scomparsa, non si rileva più quel titolo di reato». La scadenza imposta dalla Regione per svuotare la diga del Furlo è ormai dietro l’angolo. Entro domani il gestore avrebbe dovuto effettuare tutte le operazioni, di svaso e re-invaso, con le ricerche del giovane nel mezzo. Tutto si è fermato dopo lo stop della Provincia per il mancato rispetto delle prescrizioni sulla velocità di svuotamento dell’invaso. Gli appelli ripetuti della mamma di Riccardo, Federica Pambianchi non sono stati recepiti da nessuno di coloro che hanno competenze sulla diga. Nel corso della trasmissione di Rai Tre condotta da Federica Sciarelli si è affrontata anche la questione diga. Sono state mostrare immagini dell’alleggerimento dell’invaso avvenuto dopo l’alluvione del 15 settembre 2022, che nel nostro territorio devastò, in particolar modo, Cantiano. Nell’apertura delle paratie, insieme all’acqua in eccesso delle violente precipitazioni, si vedono scorrere a ridosso della diga numerosi tubi in plastica o pvc, che dimostrano la presenza di inquinamento ambientale.

L’inquinamento al Furlo

«In quest’occasione dov’era la salvaguardia dell’ecosistema – commenta il video l’avvocata Fabbri – ricordo che il Ministero dell’ambiente ha previsto lo sfangamento della diga. Non si comprende perché non si procede a fare un’opera di manutenzione, così come accade per tutti gli invasi». Ieri, sui social, mamma Federica, ha pubblicato una lunga lettera, mettendo a nudo tutto il dolore che sta provando. E chiedendo che intorno alla scomparsa del figlio non cali il silenzio.




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