Liguria

Violenza di genere, polizia locale e centri antiviolenza insieme per sensibilizzare gli studenti


Genova. Sempre più donne chiedono aiuto per sfuggire da situazioni di violenza, soprattutto domestica e si rivolgono ai centri anti violenza ma anche al Nucleo fasce deboli della polizia locale.

Quest’ultimo, nato nel 2023 e oggi implementato su richiesta della Procura di Genova, è passato da 234 casi e 120 indagati nel 2023 a 328 casi e 211 indagati nel 2025. E nei primi cinque mesi di quest’anno ha già trattato 150 casi e indagato 88 persone. In crescita anche le misure cautelari, 10 lo scorso anno e già 7 in questa prima metà del 2026.

Ma accanto alla repressione dei reati, la consapevolezza delle istituzioni è quella della necessità di fare ‘squadra’ anche nella prevenzione a partire dai più giovani. Da qui nasce il protocollo d’intesa approvato questa mattina dalla giunta comunale, tra Comune di GenovaPolizia LocaleNucleo fasce deboli e Centri Antiviolenza (Mascherona, Per non subire violenza e Casa Pandora Margherita Ferro) per una serie di interventi nelle scuole genovese. Si partirà a settembre: gli agenti appositamente formati a trattare i cosiddetti reati del ‘codice rosso’ e operatori dei centri antiviolenza interverranno in dieci classi di altrettanti istituti superiori per sensibilizzare i ragazzi sui comportamenti da tenere ma anche per insegnar loro a intercettare eventuali segnali di allarme in famiglia o tra amici e conoscenti.

Duplice l’ambito di intervento: da un lato quello psicologico,  gestito dai Centri Antiviolenza che punterà sull’educazione alle relazioni sane e al consenso, al riconoscimento delle dinamiche di controllo e violenza, all’impatto psicologico della violenza, agli strumenti per chiedere aiuto e al contrasto agli stereotipi di genere. Il secondo, più tecnico e legale, sarà gestito dal Nucleo fasce deboli della Polizia Locale, e farà educazione spiegando il significato dei reati legati alla violenza (maltrattamenti, stalking, violenza sessuale, violenza psicologica e diffusione illecita di immagini intime). Gli agenti del Nucleo “Codici rossi” spiegheranno anche le conseguenze giuridiche dei reati e quali sono le modalità di denuncia e di tutela delle vittime. Il protocollo prevede anche attenzione particolare alla sensibilizzazione e informazione su un utilizzo consapevole dei social network. Le attività psicologiche resteranno di competenza dei Centri Antiviolenza.

“Il protocollo approvato questa mattina dalla giunta è un documento di grande valore perché sceglie la scuola come luogo in cui costruire consapevolezza e responsabilità – dichiara la sindaca di Genova, Silvia Salis – Parlare con ragazze e ragazzi significa intervenire nel momento in cui si formano le relazioni, il modo di stare insieme, la capacità di riconoscere il limite tra affetto, controllo e sopraffazione. La violenza non nasce mai all’improvviso: spesso cresce alimentata da stereotipi, silenzi, dipendenze emotive e segnali che devono essere letti per tempo. È quindi fondamentale che le istituzioni entrino nelle classi mettendo insieme competenze diverse e portando un messaggio chiaro: nessuna forma di prevaricazione può essere considerata normale, nessuna vittima deve mai sentirsi sola, nessuna ragazza e nessun ragazzo deve pensare di non avere strumenti per chiedere aiuto”.

“I principali obiettivi, che vogliamo raggiungere grazie alla preziosa collaborazione di tutti gli attori impegnati quotidianamente sul campo – spiega l’assessora alla Sicurezza Urbana, Arianna Viscogliosi, presente all’incontro con la stampa insieme al comandante della polizia locale Fabio Manzo – sono il supporto a ragazze e ragazzi nel maturare consapevolezza sulla complessità del fenomeno della violenza di genere, informare i giovani anche sulla tutela legale per le vittime di violenza e di supporto, incentivare l’emersione precoce di situazioni di disagio e rischio, partendo dal riconoscimento dei primi segnali e indicatori”.  “I protocolli tra Comune e rete territoriale hanno il grande pregio di rafforzare la relazione tra tutti gli attori presenti sul campo con obiettivi comuni rivolti soprattutto alle giovani generazioni, un dovere che noi tutti amministratori dobbiamo tenere sempre nella massima considerazione” commenta l’assessora al Welfare Cristina Lodi.

“Ringraziamo l’amministrazione comunale e siamo felici di aderire al protocollo –  commenta Gabriella Grasso del Centro Per non subire violenza di via Cairoli – Il Centro Antiviolenza investe molto sui progetti di prevenzione realizzati nelle scuole di ogni ordine e grado. Il Nucleo fasce deboli della Polizia Locale negli anni è diventato sempre più il punto di riferimento per le donne che si rivolgono al Centro Per non subire violenza che intraprendono un percorso di fuoriuscita dalla violenza e che sporgono denuncia contro l’autore di violenza”. “Il coinvolgimento del Centro Antiviolenza Mascherona rappresenta un elemento fondamentale all’interno del progetto, perché rafforza il valore della rete territoriale nella prevenzione e nel contrasto alla violenza di genere – sottolinea Manuela Caccione del Centro Antiviolenza Mascherona – La collaborazione con il Nucleo fasce deboli della Polizia Locale impegnata nella tutela delle donne vittime di violenza nasce dalla consapevolezza che la protezione e il supporto efficaci passano attraverso un lavoro condiviso, continuativo e multidisciplinare. Come già sperimentato positivamente nelle attività realizzate con il Comune nelle scuole dell’infanzia, la formazione e la sensibilizzazione rappresentano strumenti essenziali per promuovere una cultura del rispetto, dell’ascolto e della parità fin dai primi contesti educativi”.




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »