Caldo killer, Bologna tra le peggiori città d’Europa: “Rischio mortalità alle stelle”
Bologna è tra le città europee più esposte agli effetti mortali del caldo estremo. A dirlo è uno studio pubblicato dalla prestigiosa rivista scientifica Lancet, che analizza l’impatto delle temperature sulla mortalità in 854 città europee e colloca il capoluogo emiliano tra le realtà urbane più vulnerabili alle ondate di calore. Il dato che colpisce maggiormente riguarda l’aumento del rischio di morte nei giorni con temperature eccezionalmente elevate: Bologna compare infatti ai vertici del grafico elaborato dai ricercatori insieme a Milano, con una crescita del rischio nettamente superiore rispetto a molte altre città europee.

Cosa dire la ricerca
La ricerca, firmata da un team internazionale guidato dalla London School of Hygiene & Tropical Medicine, ha analizzato il rapporto tra temperature e mortalità urbana in Europa tra il 2000 e il 2019. Gli studiosi hanno preso in esame 854 città di 30 Paesi europei, valutando l’eccesso di mortalità attribuibile sia al caldo sia al freddo. Secondo lo studio, nelle città europee si registrano ogni anno oltre 13mila morti attribuibili al caldo e oltre 130mila attribuibili al freddo. Ma le differenze territoriali sono enormi e dipendono da fattori climatici, urbanistici, sociali e demografici. Nel caso di Bologna, il problema principale è rappresentato dal caldo estremo. La città emiliana emerge come una delle più fragili del continente durante le ondate di calore, con un incremento del rischio di mortalità che supera nettamente quello di città come Parigi, Berlino o Londra.
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Perché Bologna è così vulnerabile al caldo
Secondo gli autori dello studio, la vulnerabilità delle città europee dipende da diversi fattori: densità urbana, presenza di verde, inquinamento, età della popolazione, qualità delle abitazioni e caratteristiche climatiche locali. Bologna concentra molte delle condizioni considerate critiche tra cui l’afa tipica della Pianura Padana, il forte effetto “isola di calore” urbana, l’elevata urbanizzazione del centro storico. Fattori che si sommano and una popolazione mediamente anziana e alla scarsa ventilazione naturale nei mesi estivi. A pesare è anche l’aumento delle temperature registrato negli ultimi anni. Lo stesso studio evidenzia come le città del Sud Europa siano sempre più esposte a eventi estremi legati al cambiamento climatico.
Gli anziani sono i più esposti
L’analisi di Lancet mostra inoltre che il rischio cresce con l’età. Le curve elaborate dai ricercatori evidenziano come gli over 65 e soprattutto gli over 85 siano le categorie più vulnerabili sia al caldo sia al freddo. Per il caldo estremo, il rischio relativo aumenta progressivamente nelle fasce più anziane della popolazione. Un elemento particolarmente delicato per Bologna, città che presenta una quota significativa di residenti anziani e soli.
Il tema delle politiche urbane
Lo studio sottolinea che questi dati dovrebbero orientare le future politiche urbane e sanitarie delle amministrazioni europee. Gli autori parlano apertamente della necessità di sviluppare strategie di adattamento climatico nelle città: più verde urbano, ombreggiature, riduzione delle superfici asfaltate, protezione delle persone fragili e piani sanitari per le emergenze climatiche. Un tema che a Bologna è già diventato centrale nel dibattito pubblico, soprattutto dopo le recenti ondate di calore e le allerte meteo sempre più frequenti.
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