il tram a Porta Maggiore finisce ko, quattro linee bloccate
La stagione balneare non è ancora entrata nel vivo, ma l’ondata di calore precoce sta già mettendo a dura prova la tenuta delle fragili infrastrutture della Capitale.
Le temperature elevate registrate nell’ultima settimana — con la colonnina di mercurio che ha toccato picchi di 32°C — hanno provocato immediati contraccolpi sulla rete del trasporto pubblico locale, determinando pesanti disservizi, rallentamenti e la temporanea paralisi di alcune delle arterie tranviarie più frequentate dai pendolari.
Il picco della criticità si è registrato nella giornata di mercoledì 27 maggio, quando il servizio di trasporto delle linee 2, 3, 19L e 514 è stato bruscamente interrotto a causa di un’anomalia strutturale intercettata nel nodo nevralgico di Porta Maggiore.
Il fenomeno della dilatazione termica a Porta Maggiore
Secondo quanto appurato dai tecnici di Atac intervenuti d’urgenza sul posto, la sede ferroviaria ha subito una vistosa deformazione geometrica.
Le barre d’acciaio delle rotaie, surriscaldate dall’azione diretta del sole, hanno subito il fenomeno fisico della dilatazione termica, flettendosi e uscendo dalla corretta linea di allineamento.
A cedere sotto la spinta dell’acciaio è stato il sottofondo stradale in asfalto: una pavimentazione datata e ormai priva dell’elasticità e della rigidità strutturale necessarie a contenere le sollecitazioni dinamiche e termiche dei binari.
In un primo momento, l’azienda municipalizzata ha tentato di gestire la criticità imponendo forti rallentamenti precauzionali ai convogli in transito.
Con il passare delle ore e il peggioramento della deformazione, si è resa tuttavia inevitabile la totale sospensione delle corse per consentire il posizionamento del cantiere di riparazione.

Bus sostitutivi e il nodo dei binari obsoleti
Per tamponare i disagi dei passeggeri rimasti a terra, Atac ha attivato un servizio straordinario di navette sostitutive su gomma.
Gli operai hanno lavorato senza sosta per tutta la notte tra mercoledì e giovedì; l’intervento di emergenza ha permesso di mettere in sicurezza il tratto e di riaprire progressivamente la circolazione nella mattinata di giovedì 28 maggio, fatte salve le successive attività di manutenzione ordinaria già in calendario.
L’incidente di Porta Maggiore riapre inevitabilmente il dibattito sullo stato di manutenzione e modernizzazione della rete tranviaria romana.
Una fetta consistente dei binari cittadini sconta un’obsolescenza strutturale che necessiterebbe di un piano straordinario di rinnovo integrale dei sottofondi storici, un programma ad oggi rallentato dalla cronica carenza di fondi dedicati.
L’episodio rappresenta un preoccupante campanello d’allarme in vista dell’estate, quando lo stress termico sulle infrastrutture urbane è destinato ad amplificarsi.
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