Abruzzo

Va difeso il modello di gestione pubblica

«Credo che il consiglio comunale – e io sono soddisfatto di questo – abbia espresso una serie di posizioni e di dinamiche certamente interessanti. Dei comuni della provincia di Chieti forse l’unico che si è riunito per parlare della legge di riforma del sistema idrico integrato è il nostro». Così il sindaco Filippo Paolini nel suo intervento al consiglio comunale straordinario di martedì 19 maggio, convocato per discutere della riforma del sistema idrico integrato alla presenza anche del presidente della Sasi Nicola Scaricaciottoli, che ha illustrato gli aspetti salienti del progetto che prevede l’aggregazione in forma consortile di Sasi, Aca e Saca.

Il sindaco ha ribadito la complessità dell’argomento e l’importanza di prendere una posizione, di esprimere eventuali osservazioni e contributi in materia, così come sollecitato dall’Anci Abruzzo. Il primo cittadino ha sottolineato il valore di fornire delle linee guida alla Regione, che dovrà riunirsi oggi, 26 maggio, e decidere il da farsi. Il consiglio ha stilato un documento di indirizzo, approvato con 13 voti favorevoli, 1 contrario (Cotellessa) e 4 astenuti (Aruffo, Galati, Marongiu e Verna). In verità l’opposizione ha condiviso l’idea e la sostanza dell’ordine del giorno, proponendo un emendamento (che, però, messo ai voti, non è stato accolto) dove si specificava che la scelta migliore per il Comune di Lanciano e la sua partecipata Sasi era quella dei due sub ambiti.

Il documento, partendo dal fondamento che sia necessario che la legge regionale in materia venga approvata nel più breve tempo possibile per evitare di procedere a gara pubblica per l’affidamento della gestione del sistema idrico integrato, fissa alcuni punti sostanziali, primo fra tutti che l’acqua è un bene pubblico universale e il modello di gestione pubblica del servizio deve essere difeso e consolidato. Si sottolinea che la riorganizzazione del servizio deve essere in house; si evidenzia l’importanza dei principi di efficienza, efficacia ed economicità come cardini per garantire la sostenibilità della gestione pubblica anche a tutela dei livelli occupazionali, con l’inserimento di una clausola sociale a tutela di tutto l’attuale personale dipendente, con qualsiasi qualifica, dagli attuali gestori; le tariffe devono essere omogenee su tutto il territorio regionale; all’interno delle eventuali Assi (assemblea dei sindaci) che si andranno a costituire, la rappresentanza sia proporzionale al numero degli abitanti, al numero di utenze servite, all’estensione della rete idrica e all’estensione territoriale; sia dettagliata una mappa aggiornata degli eventuali sub-ambiti che verranno costituiti e l’individuazione del gestore dell’ambito di riferimento, qualsiasi decisione dovrà essere assunta a tutela del territorio frentano e, in particolare, della Sasi, la cui sede legale operativa e amministrativa deve restare a Lanciano; all’esito della decisione in merito all’ambito/sub-ambiti di gestione, venga predisposto e reso noto il piano degli investimenti programmati per reti, impianti di depurazione e opere di mitigazione delle perdite idriche con cronoprogramma e fonti di finanziamento, al fine di evitare le perdite, che ad oggi sono più del 50%, tenendo conto della preliminare necessità di digitalizzazione delle reti.

Sull’esito della seduta di consiglio comunale è critica Alp-Assemblea Lanciano per la Palestina: “A Lanciano la maggioranza ha deciso di non decidere, in linea con parte del centrodestra abruzzese. Questo atteggiamento non è frutto di incapacità, ma di una precisa strategia strumentale. Il loro obiettivo è evidente: far scadere i mandati delle attuali gestioni senza un nuovo soggetto pubblico regionale o di sub-ambito. Ecco quindi che l’Ersi sarà costretta a indire gare a evidenza pubblica, dove, ribadiamo, privati e multinazionali dell’acqua vinceranno facilmente, grazie alla loro potenza finanziaria. Denunciamo con fermezza questa operazione malcelata che, attraverso l’immobilismo, di fatto, trasforma l’acqua, da diritto inalienabile, a fonte di profitto per i grandi capitali”.

Manifesto Alp acqua


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