Il campo largo travolto, debacle nelle Marche da Nord a Sud: «Ora candidati migliori»

ANCONA Una Caporetto per il centrosinistra alle Amministrative. Se questa tornata elettorale doveva rappresentare il rilancio del campo largo in vista delle Politiche per il 2027 – nella regione che nel 2025 divenne Ohio d’Italia – l’operazione è clamorosamente fallita. Quattro grandi città al voto, quattro ko sulla scia del disastro alle Regionali di settembre. Da Nord a Sud il centrodestra fa festa, i progressisti si leccano le ferite. E se fino alle elezioni si è andati avanti d’amore e d’accordo in una logica di quiete pre-elettorale, la debacle rischia di far tornare a galla litigi, divisioni interne, polemiche e accuse reciproche.
I marziani
Il Pd delle Marche si lecca le ferite, la segretaria regionale Chantal Bomprezzi più degli altri. Nella sua Senigallia il candidato sindaco era il marito Dario Romano, uscito sconfitto dalla sfida con il primo cittadino uscente Massimo Olivetti, in una tornata elettorale che si è aperta nel giorno del 36° compleanno della segretaria ormai sempre più traballante alla guida del partito. Bomprezzi si trincera dietro una nota ufficiale per commentare i deludenti risultati nei Comuni al voto: «Nei Comuni di Macerata, Fermo, Senigallia e San Benedetto, le nostre candidate e i nostri candidati non sono riusciti a ribaltare il governo locale del centrodestra. A Senigallia abbiamo sfiorato la vittoria perdendo di misura».
Il precedente
In realtà la vittoria è sfuggita per quattro punti percentuali, garantendo a Olivetti il bis senza bisogno del ballottaggio, come invece avvenne nel 2020. Se il Pd piange, Il Movimento 5 Stelle non ride. Candida a sindaco nella sua San Benedetto del Tronto il parlamentare e coordinatore regionale Giorgio Fede. In serata, a botta calda, la capogruppo regionale Marta Ruggeri lo definisce «un risultato deludente che sicuramente andrà analizzato con attenzione. Non siamo riusciti a capitalizzare la vittoria del no al referendum, questo deve far riflettere e invitarci a trovare nuove strade per arrivare agli astensionisti, con un lavoro ancora più costante e profondo sulla partecipazione e sui programmi, proseguendo quando abbiamo appena iniziato a fare con Nova». Una prima e seria autocritica porta la firma di Alleanza Verdi e Sinistra, con la voce del capogruppo Andrea Nobili, eletto in Consiglio regionale: «Dobbiamo riflettere a fondo su queste pesanti sconfitte che non possono lasciarci indifferenti. Dobbiamo fare delle accurate valutazioni e chiederci se in tutte le città abbiamo presentato le candidature migliori». Non è certo un mistero che per San Benedetto Nobili avrebbe preferito Paolo Canducci. «Ora è presto per fare le dovute considerazioni, siamo un po’ provati». E così, tra un’autocritica e un’auto-assoluzione, il campo largo continua ad inanellare ko alle urne. Ormai l’analisi della sconfitta è diventata una sorta di imprescindibile raison d’être. Anche se gli esponenti del centrosinistra presentano ampi margini di miglioramento in questo senso, come sottolinea il consigliere Nobili: «Dopo la sconfitta alle Regionali non siamo riusciti a interpretare quanto accaduto, sarebbe stata necessaria una riflessione molto più dettagliata. Ed è stato un errore pensare che la vittoria del no al referendum sulla giustizia avrebbe portato a un automatico successo alle Amministrative». Ci sarà tempo per riflettere in vista delle Politiche. Nel frattempo il centrodestra festeggia, il centrosinistra si ritrova ancora una volta in mezzo alle macerie.




