La maggioranza degli aretini non ha votato centro destra

Nel quartier generale del Partito Democratico di Arezzo è stato atteso oggi il voto dello spoglio. Presente il candidato sindaco Vincenzo Ceccarelli con i reggenti del Pd e di alcune altre liste. Dagli exit poll alle proiezioni e poi dai dati effettivi il dato si è assestato. Ufficializzato il ballottaggio con Marcello Comanducci, ma con un distacco ampio, quasi 5mila voti assoluti.
Come interpreta questo primo risultato? “Ma io parto da un dato che ancora in corso che ci dice che le liste che si sono poste in alternativa all’attuale amministrazione hanno avuto la maggioranza dei voti. Purtroppo questi voti sono stati attribuiti a candidati diversi perché, mentre nel centrodestra c’era un solo solo candidato, nel centrosinistra eravamo più candidati, però la destra dopo 11 anni di amministrazione risulta ampiamente sotto il 50%. Il ballottaggio è una partita nuova, ricominciamo da capo, sono due persone che si confrontano e lì ci giocheremo la partita. È evidente che noi proporremo alla coalizione e soprattutto a tutti gli elettori che hanno votato in maggioranza per il cambiamento, un patto per amministrare questa città. Un’amministrazione che abbia, come abbiamo detto in campagna elettorale, una visione diversa di Arezzo e una amministrazione che sia in grado di ascoltare e di aiutare questa città che ha tante energie a fare più squadra.”
Questo è un messaggio diretto alle civiche di Marco Donati. Insomma, instaurerete un dialogo? “Noi abbiamo un programma che si è posto in alternativa al centrodestra e all’amministrazione che ha amministrato per 11 anni questa città. Ho visto che anche le altre liste, gli altri candidati avevano un programma che per molte parti anche coincidente con il nostro e comunque anch’esso in alternativa all’attuale amministrazione. Da lì dobbiamo partire e ovviamente ci rivolgiamo a tutte le liste e chiaramente anche a quella di Marco Donati e a tutti quegli elettori che sono andati a votare per il cambiamento e che non si è ottenuto perché appunto i candidati erano diversi. Cercheremo, insomma, di produrre per il ballottaggio quella unità che è mancata al primo turno.”
C’è anche da riportare al voto gli elettori. Insomma, sappiamo che il ballottaggio tendenzialmente va verso il basso come affluenza alle urne. “Credo che anche questo sia un punto importante, quello di rimotivare tutti quegli elettori che sono andati a votare perché volevano un cambiamento rispetto all’amministrazione attuale. È chiaro che più saremo convincenti, più saremo uniti e con più riusciremo a convincere gli elettori a ritornare al voto e magari anche qualcuno che in questa prima fase, forse demotivato anche dal fatto che non c’era una proposta unitaria al centrosinistra, è stato a casa e che al ballottaggio magari invece verrà.”
Ecco, come ha vissuto personalmente anche questa giornata in attesa dei voti? “Ma l’ho vissuta tranquillamente con la consapevolezza di chi ha fatto una campagna elettorale molto impegnativa, con grande passione, con grande unità di tutta la coalizione che attendeva i risultati delle urne perché i cittadini che votano sono sovrani. Questo è il sale della democrazia.
Spero che al ballottaggio vengano ancora più cittadini di quelli che ci sono stati adesso, che possano ritornare quelli che, lo sottolineo ancora una volta, votando liste diverse si sono però espressi per un cambiamento.”
Dal punto di vista delle liste, il Pd sembra avere un risultato importante, è il primo partito in città: “Questo fa piacere perché comunque la lista che ha presentato è una lista competitiva. La mia lista civica, quella di sostegno al candidato che comunque, sta mettendo insieme un risultato assolutamente dignitoso, non è entrata in concorrenza con il Partito Democratico, ma probabilmente ha allargato il perimetro del voto.”
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