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Scuole Connesse, contratti in scadenza: ANQUAP chiede proroga tecnica e fondi per evitare blackout nelle scuole

L’ANQUAP ha inviato al Ministero dell’Istruzione e del Merito una richiesta di intervento urgente in merito alla scadenza dei contratti di connettività del progetto “Scuole Connesse”, previsto nell’ambito del Piano Nazionale Banda Ultra Larga (BUL).

Secondo l’Associazione, la conclusione dei contratti quinquennali rischia di creare una situazione di forte criticità per numerose istituzioni scolastiche, sia sul piano digitale sia su quello finanziario.

Le segnalazioni arrivate all’ANQUAP evidenziano infatti una condizione di grave incertezza gestionale e amministrativa, aggravata dall’assenza di comunicazioni ufficiali e preventive sull’esatta data di cessazione dei servizi di connettività ultraveloce.

In diversi casi, le scuole stanno venendo a conoscenza della scadenza imminente delle linee soltanto tramite verifiche autonome sulle piattaforme di monitoraggio. L’Associazione cita, a titolo esemplificativo, il caso di un istituto che, a fronte di una linea in scadenza il 21 maggio scorso, ha ricevuto comunicazione di interruzione definitiva del servizio per il 31 maggio, a causa dell’assenza di fondi centralizzati per ulteriori proroghe del progetto.

Il rischio, sottolinea l’ANQUAP, è quello di un blackout tecnologico e amministrativo proprio in una fase delicata dell’anno scolastico, coincidente con gli scrutini finali e con gli esami di Stato.

Per evitare l’interruzione del servizio, molte scuole sarebbero costrette a negoziare rapidamente nuovi contratti sul mercato libero. Tuttavia, le condizioni economiche attuali risultano difficilmente sostenibili per i bilanci delle singole istituzioni scolastiche, già messi sotto pressione dalle spese ordinarie coperte dal Fondo per il Funzionamento Amministrativo e Didattico.

L’ANQUAP richiama, in particolare, un preventivo standard di mercato per la Pubblica Amministrazione relativo a un’offerta di connettività per un istituto di istruzione superiore. Il costo indicato è di 615 euro mensili più IVA per un contratto di 12 mesi, pari a 7.380 euro più IVA nel primo anno. Per un contratto di 36 mesi, il canone mensile scenderebbe a 585 euro più IVA, per un totale di 21.060 euro più IVA nel triennio, con penali di recesso anticipato pari al 30% dei canoni residui.

Il problema diventa ancora più rilevante se si considera che tali costi devono essere moltiplicati per i diversi plessi e le succursali, in particolare negli Istituti Comprensivi. In questo modo, la spesa annuale per la sola connettività potrebbe arrivare a diverse decine di migliaia di euro, sottraendo risorse all’offerta formativa e alla didattica.

Per queste ragioni, l’ANQUAP chiede anzitutto l’avvio immediato di un confronto tra Ministero dell’Istruzione e del Merito, MIMIT, Infratel Italia e operatori telefonici assegnatari dei lotti, con l’obiettivo di ottenere una proroga tecnica straordinaria dei servizi fino al 31 agosto. La misura servirebbe a garantire la continuità della connessione durante gli esami di Stato e nei mesi estivi.

Secondo l’Associazione, alla proroga dovrebbe accompagnarsi anche il riconoscimento di fondi dedicati per la continuità del progetto e per il ristoro economico dei canoni. L’ipotesi che siano le scuole ad anticipare temporaneamente tali somme viene giudicata impraticabile, alla luce della ridotta flessibilità e della limitata disponibilità dei bilanci scolastici.

L’ANQUAP chiede inoltre l’attivazione di un tavolo di coordinamento e di un protocollo d’intesa con ANCI e UPI, finalizzati all’emanazione di linee guida chiare e alla definizione di trasferimenti finanziari compensativi a favore degli Enti locali.

L’Associazione ricorda infatti che, ai sensi della normativa vigente, spetta a Comuni e Province sostenere le spese per l’utenza e la gestione delle strutture scolastiche. Per ANQUAP, solo un subentro stabile degli Enti locali nei canoni delle linee ad alta velocità può evitare che le scuole si trovino isolate e prive di adeguata tutela nel rapporto con il mercato libero.

L’intervento richiesto, conclude l’Associazione, è necessario per garantire il diritto allo studio e la continuità amministrativa digitalizzata delle scuole italiane.


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