Debutta la Ferrari Luce: la prima elettrica del Cavallino rompe gli schemi. Ecco i segreti
ROMA – È la prima Ferrari elettrica. La cesura con i modelli che l’hanno preceduta si vede al primo impatto. A Maranello volevano creare qualche cosa di diverso. E ci sono riusciti. Tanto che al primo impatto non si percepiscono le caratteristiche tipiche di un modello del Cavallino. I volumi e le proporzioni della Ferrari Luce sono differenti, la parte anteriore ha una dimensione ridotta, un profilo differente, meno muscoloso. L’apertura delle portiere a libro strizza l’occhio alla Purosangue, mentre nel posteriore si riconoscono alcuni stilemi classici. “Abbiamo dovuto ripensare a tutto. Non solo a ciò che costruiamo, ma a come lo costruiamo. Come i sistemi lavorano insieme. Come la complessità diventa fluida. Ed è esattamente questo che significa innovazione per la Ferrari”, ha detto il presidente di Ferrari John Elkann.

La luce, svelata a Roma sotto la Vela di Calatrava, rappresenta un territorio nuovo per Maranello. Un modello inedito per forma, abitabilità e linguaggio, costruita però attorno all’ossessione si sempre: prestazioni, controllo, coinvolgimento. La Luce rompe con molte convenzioni della casa di Maranello. Ha quattro porte e cinque posti, una novità assoluta per Ferrari, resa possibile dall’architettura elettrica e dall’assenza del classico tunnel centrale imposto dai motori termici. È una granturismo ad alte prestazioni, ma con una spaziosità fin qui impensabile per il marchio.

Prezzo? Si parte da 550 mila euro per il modello base, senza personalizzazioni. Consegne entro fine anno. E si può già ordinare. “Abbiamo spinto in avanti il limite ma mantenendo sempre una linea di coerenza e autenticità con il passato”, ha sottolineato Benedetto Vigna, l’amministratore delegato del Cavallino. “Siamo partiti da Ferrari, non dalla tecnologia elettrica. Abbiamo collaborato con partner in tutto il mondo. C’è molta ingegnosità, più di 60 brevetti. Sì, perché la gente crede non ci sia molto da fare. Così abbiamo sfidato ogni dimensione dell’auto”, aggiunge l’ad.

Design inedito per il Cavallino
Per il design, Ferrari si è affidata al collettivo LoveFrom, guidato da Sir Jony Ive e Marc Newson, in collaborazione con il Ferrari Design Studio. Il risultato è una vettura che sembra scolpita attorno a un solo gesto: una grande “glass house” a forma di conchiglia, una superficie vetrata continua che definisce l’intera silhouette. I fari, integrati in pannelli trasparenti, quasi scompaiono a luci spente. Le appendici aerodinamiche anteriori e posteriori sembrano sospese attorno al corpo dell’auto. Pulizia, continuità, sottrazione. Ferrari parla del coefficiente di resistenza più basso della sua storia su una vettura stradale.

Quattro motori elettrici indipendenti per 1.050 cavalli
La Luce è spinta da quattro motori elettrici indipendenti, uno per ruota, per una potenza massima complessiva di 772 kW, pari a 1.050 cavalli in modalità Launch Control. I numeri sono quelli di una supercar purissima, in linea con le performance del Cavallino: 0-100 km/h in 2,5 secondi, 0-200 in 6,8, velocità massima di 310 km/h. Il peso non è contenuto: 2.260 chili. Ferrari promette una percezione dinamica diversa grazie al baricentro bassissimo, al controllo indipendente di ogni ruota e a una gestione elettronica senza precedenti. “È la Ferrari più confortevole mai prodotta, ma allo stesso tempo senza compromessi. Si muove in curva come la 296 GTB o la SF90, ma le dimensioni sono completamente diverse”, dice Gianmaria Fulgenzi, chief product development officer in Ferrari.

Una nuova centralina comanda tutto
Il cuore del sistema è la nuova Vehicle Control Unit, una centralina che unifica per la prima volta in un’unica “cabina di regia” powertrain e dinamica del veicolo, aggiornando i parametri di attuazione 200 volte al secondo. In pratica, la vettura legge continuamente richieste del pilota, grip disponibile, stato termico della batteria, assetto, recupero energetico e distribuzione della coppia. Così si traduce l’immediatezza dell’elettrico in un linguaggio di guida coerente con il Dna di Maranello con tanto di cambio virtuale. La batteria da 122 kWh, sviluppata e costruita internamente a Maranello, lavora a 800 volt, supporta ricariche rapide fino a 350 kW e promette oltre 530 chilometri di autonomia. Oltre i 60 nuovi brevetti legati a Luce.

Il sound della Luce
La prima elettrica introduce la sfida del sound. Non ci sono effetti artificiali. Il suono nasce invece da un accelerometro di precisione che rileva in tempo reale le vibrazioni metalliche degli organi rotanti, le filtra, le equalizza e le restituisce all’abitacolo e all’esterno solo quando diventano funzionali alla guida. Non un rombo posticcio, quindi, ma una firma acustica autentica, figlia della meccanica elettrica e pensata come strumento di dialogo fra auto e pilota.

Gli interni
Anche dentro, la Luce segna una discontinuità. Gli spazi sono ampli. È la prima volta di una Ferrari a cinque posti con la seduta posteriore non sacrificata, anzi. Le gambe stanno più che comode. E la qualità dei materiali è al top. L’interfaccia unisce comandi meccanici di precisione, palette e selettori fisici, a un ecosistema digitale di nuova generazione con display Oled multistrato sviluppati con Samsung. Il volante in alluminio riciclato al 100%, il vetro Corning Gorilla, la pelle italiana e la grande cura per la disposizione delle informazioni restituiscono un abitacolo che prova a mettere d’accordo l’ossessione Ferrari per il gesto analogico con l’eleganza tecnologica del presente. C’è persino una chiave in vetro con display e-Ink. Soluzione mai vista prima nel settore auto. E non manca l’App MyFerrari Luce, anche questa una prima volta, che permette di monitorare ricarica, stato vettura, pre-conditioning e pianificazione del viaggio integrando navigazione e gestione energetica.
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